Con il decreto dell’11 marzo 2020 e poi con il decreto 22 del 22 marzo che prevedeva ulteriori disposizioni rispetto al precedente decreto “#IoRestoaCasa”, il Governo ha disposto la chiusura di tutte le attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti) sull’intero territorio nazionale, come misura per contenere la diffusione del Coronavirus.

Pur ritenendo necessari ed assolutamente inderogabili i suddetti provvedimenti tesi alla prevenzione e alla gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019, Cna "Benessere e Sanità" di Vibo non può rimanere indifferente "rispetto alla situazione di emergenza che le imprese dell’acconciatura e dell’estetica sono chiamate a fronteggiare in questi giorni".

In una nota il presidente del Cna (Confederazione nazionale artigiani) Rosa Dumas  e il suo vice Michele D'Angelo affermano: "Il settore rischia di essere messo ulteriormente in crisi dall’ondata di parrucchieri, estetiste e barbieri abusivi che, approfittando della chiusura dei negozi, si recano a domicilio dai clienti. Si tratta di operatori irregolari che sfuggono al controllo e alla vigilanza mettendo a rischio la salute delle persone che usufruiscono del “servizio” e delle persone attorno a loro. È necessario, ora più che mai, tutelare chi resta a casa, non incentivare l’abusivismo, non accogliere chi lavora in nero a domicilio per effettuare un servizio non a norma e senza alcuna tutela per la salute".

Inoltre Cna "Benessere e Sanità" ritiene quanto mai necessarie "misure di sostegno, per far fronte al forte rallentamento dell’attività e al conseguente crollo del fatturato. I 600 euro previsti come bonus dal decreto CuraItalia, sono solo un palliativo, risorse insufficienti a proteggere il lavoro autonomo e le piccole e medie imprese particolarmente esposte alla gravità della situazione e agli inevitabili danni". Infine, viene auspicato  che "venga finanziata la spesa corrente delle imprese oltre che una maggiore incisività delle misure a sostegno del lavoro autonomo".