Russia e Ucraina "vicine a un accordo" per fermare la guerra
Guerra in Ucraina, oggi sono 25 giorni dall'inizio del conflitto. Poco più di tre settimane e almeno 115 bambini uccisi, oltre 140 feriti, secondo il Parlamento di Kiev. Stando alle stime dell’Alto Commissariato Onu per i diritti umani, le vittime civili del conflitto sono almeno 816, un bilancio ritenuto tuttavia probabilmente molto inferiore a quello reale. E sono dieci milioni, fa sapere l’Alto commissario dell’Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, le persone fuggite a causa del conflitto.
Un quadro che sgomenta. Nelle stesse ore, da fonti ucraine, trapela la notizia che l'élite russa starebbe pensando a "un piano per eliminare Putin". La Turchia ha assicurato che la Russia e l'Ucraina hanno compiuto progressi nei negoziati per porre fine all'invasione e sono vicine ad un accordo. "Certo, non è facile arrivare a un'intesa mentre la guerra è in corso, i civili vengono uccisi, ma vorremmo dire che lo slancio negoziale sta progredendo", ha detto il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu. "Vediamo che le parti sono vicine a un accordo", ha aggiunto. Ankara è in contatto con i team dei negoziatori dei due paesi, ha aggiunto il ministro, che non ha voluto dare i dettagli sui colloqui perché, ha puntualizzato, "stiamo svolgendo il ruolo di mediatori e facilitatori".
Ma la guerra continua. Mentre le sirene d’allarme antiaeree nella notte hanno risuonato in quasi tutte le regioni, le autorità municipali di Mariupol, hanno denunciato su Telegram che ieri notte sarebbe stata bombardata una scuola dove "avevano trovato rifugio circa 400 persone". Accusa, precisa la BBC, non ancora "verificata indipendentemente". Non è stato fornito alcun bilancio delle vittime. Secondo fonti ucraine, un gran numero di persone sarebbe rimasta intrappolata sotto le macerie dell’edificio.
E, per il secondo giorno di seguito, secondo quanto riferisce Interfax, Mosca avverte di aver usato "un missile ipersonico contro obiettivi militari ucraini". Mentre ‘The Kyiv indipendent’ accusa le forze militari russe di aver trasferito "migliaia di civili ucraini" in "campi" dove gli vengono "controllati cellulari e documenti" per poi "deportarli verso città remote della Russia".
