'Ndrangheta, assoluzione per avvocato del Foro di Vibo (NOME)
Esclusa la responsabilità contestata alla penalista. Il direttivo della Camera Penale: «L'istruttoria ha certificato l'insussistenza del fatto contestato»
La sentenza di assoluzione nei confronti dell'avvocata Daniela Garisto nell'ambito del procedimento "Maestrale-Carthago" viene accolta con soddisfazione dalla Camera Penale di Vibo Valentia, che ha espresso vicinanza e apprezzamento per la professionista coinvolta nel processo.
Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia, con la decisione emessa il primo luglio 2026, ha stabilito l'assoluzione dell'avvocata dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, contestazione che aveva portato al suo coinvolgimento nell'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.
In una nota ufficiale, il direttivo della Camera Penale di Vibo Valentia sottolinea il significato della vicenda anche rispetto al ruolo dell'avvocato penalista e alle difficoltà legate all'esercizio della professione difensiva.
«Il procedimento penale che l'ha coinvolta contribuisce a far comprendere la delicatezza dell'esercizio della funzione difensiva nell'ambito penale», si legge nel documento diffuso dalla Camera Penale, che aggiunge come «non è infrequente che l'avvocato penalista rischi di trovarsi coinvolto a causa di valutazioni investigative tratte dal rapporto professionale instaurato con il cliente».
L'organismo forense precisa di non voler entrare nel merito delle valutazioni investigative che avevano portato la Procura distrettuale a chiedere il rinvio a giudizio della professionista, ma evidenzia l'esito del dibattimento.
«Possiamo affermare che l'istruttoria del processo di primo grado ha consentito di certificare l'insussistenza del fatto contestato, così per come deliberato dal Tribunale Collegiale di Vibo Valentia con la sentenza emessa in data 01.07.2026», afferma la Camera Penale.
Nel messaggio rivolto alla collega, il direttivo ha poi manifestato «stima e affetto», auspicando che quanto vissuto possa rappresentare una parentesi da superare e lasciare spazio a un futuro «sotto i migliori auspici».
