Il timore è che in queste condizioni un eventuale incidente possa provocare un disastro come accaduto in passato in altre zone d'Italia

I depositi di carburante della Meridionale Petroli di Vibo Marina finiscono sotto la lente d'ingrandimento della Prefettura. Il capo dell'Utg Guido Longo -scrive stamane la Gazzetta del Sud - ha messo in cantiere un piano che consenta di attivare tutte le misure di sicurezza, allo scopo di evitare rischi per l'incolumità delle persone. Insomma, per troppo tempo non si è fatto nulla. E adesso il prefetto ha deciso di agire. In che modo? Qualche giorno addietro, senza farsi notare, il prefetto di Vibo ha convocato una riunione tecnica in Prefettura per prendere atto dello schema del piano di emergenza. 

L'intento del prefetto è quello di mettere in sicurezza l'intera area ad ogni costo. Vibo Marina, d'altronde, corre un rischio troppo alto. Partendo da queste valutazioni, la commissione tecnica ha cominciato ad esprimere i primi pareri. Primo obiettivo: mettere a punto un piano di emergenza nell'area esterna della Meridionale Petroli. Si tratta di un documento ufficiale con il quale il prefetto punta ad una risposta di protezione civile per mitigare gli effetti generati da un incidente rilevante.

Tre gli elementi del piano di sicurezza: sistemi di allarme, informazione tempestiva alla popolazione e vulnerabilità territoriale. Altrettante le zone di rischio: la più alta, in caso di incidente dentro lo stabilimento, in un raggio d'azione di duecento metri. Perimetro in cui ricadono varie attività balneari e commerciali. La seconda fascia di pericolosità verrà individuata in una fascia di 400 metri con conseguenze di elevata gravità e una terza in un'area di 800 metri.  A scandire il pericolo in tutta la zona del porto saranno le sirene.