'Ndrangheta stragista, chiesto l'ergastolo per i boss Rocco Filippone e Giuseppe Graviano
Ergastolo con isolamento diurno per tre anni più 24 anni per strage nei confronti di Rocco Filippone ed ergastolo con isolamento diurno per tre anni per Giuseppe Graviano. Sono le richieste formulate dal procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri nel processo "'Ndrangheta stragista" alle battute finali nell'aula bunker del Tribunale di Reggio Calabria. Al termine di numerose udienze impegnate per la lunga requisitoria del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, è stato proprio il numero uno della Dda reggina a formulare le richieste di condanna all'ergastolo per il boss di Cosa Nostra, Giuseppe Graviano e per quello della 'ndrangheta, Rocco Santo Filippone, Entrambi sono accusati degli attentati ai carabinieri (tra cui, quelli fatali, ai militari Fava e Garofalo), che si sarebbero inquadrati nella strategia della tensione messa in atto da Cosa Nostra all'inizio degli anni '90 e in cui la criminalità organizzata calabrese avrebbe evidentemente avuto un ruolo chiave.
Presenze illustri. Alla fase finale della requisitoria era presente anche dal procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho che da procuratore capo di Reggio Calabria ha istruito il processo la cui pubblica accusa è stata rappresentata in aula dall'aggiunto Giuseppe Lombardo. Nel corso del suo intervento Bombardieri ha invitato la Corte d'Assise "a dare giustizia al popolo italiano". Presenti anche i vertici delle forze dell'Ordine che hanno condotto le indagini il questore di Reggio Calabria, Maurizio Vallone con il capo della Squadra Mobile Francesco Rattà e il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il colonnello Giuseppe Battaglia.
