L'uomo era già noto alle forze dell'ordine e nel 2006 era stato arrestato con l'accusa di avere favorito due latitanti di 'ndrangheta, scovati in un locale di sua proprietà

Un imprenditore di 57 anni, Santino Gigliotti, è stato ucciso a Sorbo San Basile, nella Presila catanzarese, in un agguato compiuto a colpi d'arma da fuoco. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo era a bordo della sua autovettura quando è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco, morendo sul colpo. L'uomo era già noto alle forze dell'ordine e nel 2006 era stato arrestato con l'accusa di avere favorito due latitanti di 'ndrangheta, scovati in un locale di sua proprietà. Si trattava di Giuseppe Arena e Francesco Gentile, ritenuti elementi di spicco della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto.

Agguato nel catanzarese, ucciso imprenditoreI rilievi.  Sul posto sono subito giunti i carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro che hanno avviato le indagini su quanto accaduto ed effettuato tutti i rilievi del caso. Sul luogo dell'agguato anche il medico legale e con lui il sostituto procuratore Domenico Guarascio che coordina le indagini.

La prime ricostruzioni dell'agguato. Gigliotti sarebbe stato ucciso a colpi di kalashnikov poco dopo le 7 del mattino, all'uscita dalla propria abitazione. Una vera e propria esecuzione. Ben 35 i colpi che sarebbero stati sparati nei confronti dell'imprenditore originario di Panattieri, ma residente nel comune di Taverna, nella Sila catanzarese. L'uomo era a bordo della sua auto, stava per immettersi sulla statale che porta a Villaggio Mancuso quando un commando formato da almeno due uomini lo ha fermato e colpito a morte. "Stiamo lavorando a tutto campo e non escludiamo nessuna pista". Sono le poche dichiarazioni rilasciate dal sostituto procuratore Domenico Guarascio subito dopo il suo sopralluogo nella zona dove è stato compiuto l'agguato. Pochi dubbi, tuttavia, sulla matrice del delitto che gli inquirenti tendono ad inquadrare in "un contesto di mafia".