Fucile a pompa e bombe artigianali in un fienile, a Vibo una condanna ed un'assoluzione
Una condanna a due anni di reclusione (con sospensione della pena) ed una assoluzione. Questa la sentenza emessa dal Gup di Vibo Valentia Graziamaria Monaco nei confronti di Pasquale ed Emilio Minico, 55 e 19 anni, entrambi di Arzona di Filandari, difesi dall'avvocato Giuseppe Bagnato. I fatti risalgono a Febbraio del 2017, allorquando nel corso di una perquisizione effettuata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia, all’interno di un fienile di proprietà dei due, venivano rinvenuti, abilmente occultati sotto le balle di fieno, un fucile a pompa cal. 12, un altro fucile sovrapposto cal. 12, vario munizionamento per le armi, oltre a otto bombe artigianali. I due venivano dichiarati in stato di arresto e il giudice, all’esito della convalida, emetteva la misura cautelare degli arresti domiciliari perché riteneva sussistenti i gravi indizi di colpevolezza.
All’udienza preliminare l’avvacota Giuseppe Bagnato, difensore dei due ( padre e figlio ) chiedeva la definizione con il giudizio abbreviato nei confronti di Pasquale Minico, il quale nell’immediatezza della perquisizione in qualche modo aveva accettato la parziale detenzione delle armi, chiedeva invece il proscioglimento del figlio Emilio, sostenendo che non vi fossero prove sufficienti per il rinvio a giudizio, prove basate essenzialmente su sommarie informazioni rese da un altro fratello in ordine alla comune frequenza dei luoghi dove erano occultate le armi, nonché su un’annotazione dei xarabinieri che quella stessa mattina della perquisizione avevano visto il giovane aggirarsi con fare sospetto presso il fienile. Nel corso della requisitoria il pm chiedeva la condanna di Pasquale Minico a 3 anni e 4 mesi di reclusione e il rinvio a giudizio per Emilio Minico.
Il legale invocava invece l’applicazione del minimo della pena con il beneficio della sospensione nei confronti di Pasquale Minico e il proscioglimento nei confronti del figlio Emilio, per non aver commesso il fatto. Il giudice all’esito della Camera di consiglio ha pronunciato la condanna di Pasquale Minico a 2 anni di reclusione con il beneficio della sospensione della pena, proscioglieva invece il giovane Emilio da ogni accusa, per non aver commesso il fatto.
