La Procura Distrettuale di Catanzaro ha chiesto l’archiviazione per l'onorevole Giuseppe Galati, nell’ambito del procedimento denominato "Quinta Bolgia". Il gip distrettuale ha accolto la richiesta adottando, quindi, il relativo provvedimento di archiviazione. È stata, quindi, dimostrata la totale estraneità di Galati alla vicenda giudiziaria che aveva travolto l’Asp di Catanzaro. Estraneità, certificata dalla stessa Procura procedente, la quale, nel rivalutare con attenzione gli elementi investigativi, ha proceduto, a compulsare l’organo giudicante affinché venisse posto fine all’iter giudiziario nei confronti del Politico, conclusosi con il decreto di archiviazione. "Provvedimento questo che ridà giustizia e dignità di deputato - scrivono gli avvocati - pur senza lenire la sofferenza e l’amarezza che da quella ordinanza ne erano derivate". Galati, infatti, in ragione di quell’ordinanza, poi annullata dalla Suprema Corte, che aveva accolto pienamente la tesi difensiva degli avvocati Francesco Gambardella e Salvatore Cerra, ritenendo evanescente la contestazione e la totale estraneità a fatti penalmente rilevanti, venne posto agli arresti domiciliari; misura poi sostituita con quella del divieto di dimora in Calabria, dal Tribunale del Riesame di Catanzaro che aveva accolto, pur parzialmente, le istanze difensive.

L'altra archiviazione. E’ stata archiviata anche la posizione di Pasquale Reillo, difeso dagli avvocati Lucio Canzoniere e Roberto battimelli, rispetto al quale il pm ha condiviso le posizioni della difesa che già in sede di riesame aveva ottenuto l’annullamento dell’ordinanza cautelare che aveva applicato al Reillo la misura della custodia in carcere. In sintesi il pubblico ministero ha fatto proprie le argomentazioni del Tribunale del Riesame che aveva sin da subito evidenziato come nessuna condotta del Reillo potesse essere qualificata "quale consapevole contributo alla realizzazione del disegno criminoso della consorteria mediante l’imposizione dei servizi resi dall’impresa facendo ricorso a violenza o minaccia". Si era evidenziato altresì, in sede di riesame, da parte dei difensori del Reillo. di come a riprova della mancanza di qualunque elemento di prova a carico del Reillo, nessuno dei collaboratori di giustizia avesse mai riferito alcunché a carico del Reillo, "persona incensurata e lontano da qualunque tematica di criminalità". E' stata quindi accertata la piena innocenza del Reillo da qualunque contestazione venne allo stesso addebitata. Il gip del Tribunale di Catanzaro ha quindi accolto la richiesta del pm disponendo l’archiviazione nei confronti del Reillo.