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È arrivata la condanna nei confronti di un uomo di 38 anni, residente in un comune della provincia di Palermo, accusato di violenze ripetute e continuate ai danni della figlia minorenne. La Corte d’assise di Palermo ha inflitto una pena di 18 anni e 4 mesi di reclusione, accogliendo solo in parte la richiesta del pubblico ministero che aveva chiesto 28 anni.

Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, l’uomo sarebbe stato riconosciuto colpevole di una lunga serie di abusi commessi nei confronti della bambina a partire da quando aveva soltanto nove anni. La decisione è stata emessa dalla prima sezione della Corte d’assise, presieduta dal giudice Vincenzo Terranova, competente dopo la riforma che ha inasprito le pene per i reati sessuali.

L’indagine era partita nel febbraio 2024 dopo una segnalazione da parte della dirigente scolastica dell’istituto frequentato dalla minore. La psicologa della scuola aveva notato segni di autolesionismo sul braccio della bambina, avviando così un percorso di ascolto che ha fatto emergere la situazione di violenza.

La madre, separata dall’uomo, si è costituita parte civile insieme alla figlia, assistita dall’avvocato Sergio Burgio. Il tribunale ha inoltre disposto una provvisionale immediatamente esecutiva a favore delle parti civili.