Neonato con lividi e fratture trasportato all'ospedale di Catanzaro, indagato il padre
Va avanti l’inchiesta sul bimbo di appena tre mesi trasportato all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro per una serie di ematomi sul corpo, ferite e fratture multiple. Il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Stefania Paparazzo ha iscritto nel registro degli indagati il padre del neonato, A. L., residente a Catanzaro per lesioni personali aggravate, ma gli inquirenti non escludono il coinvolgimento di altre persone in una vicenda che ha ancora tanti lati oscuri. Tutto è iniziato il 31 gennaio scorso, i genitori portano il piccolo al Pronto soccorso dell’ospedale, per poi farlo visitare dalla pediatra, che richiede esami ematologici effettuati al Ciaccio- De Lellis.
Versioni contraddittorie. I coniugi raccontano l’accaduto, parlano di possibili cadute del piccolo, dei lividi che si formavano di frequente sulla pelle del bimbo senza saperne il perchè, ma i sanitari si rendono subito conto che la loro versione dei fatti non regge di fronte alle lesioni riportate dal piccolo paziente, tutt’altro che compatibili con una semplice caduta o con episodi accidentali. Da qui le domande sempre più insistenti dei sanitari alla madre e al padre del neonato, le cui risposte secondo gli investigatori non sarebbero state prive di contraddizioni. I genitori, dopo diverse ore, senza alcuna autorizzazione da parte dei camici bianchi si oppongono al ricovero, riprendono il piccolo e lo riportano a casa. I medici del Pugliese attivano la Questura di Catanzaro e mentre scatta la segnalazione alla Procura dei minori, la Squadra mobile riesce a rintracciare l’abitazione dei due coniugi, a perquisire casa e a riportare il bimbo in ospedale. I sanitari, usando opportuni esami diagnostici, trovano riscontri ai primi sospetti: non tutte le ferite riscontrare sul corpo del piccolo sono recenti, ma sono presenti lesioni datate nel tempo e non curate.
I nodi da sciogliere. Intanto l’informativa dei poliziotti arriva in Procura e scatta l’inchiesta, con il primo indagato, il padre del neonato, nei cui confronti si ipotizza il reato di lesioni aggravate. Entrambi i coniugi vengano sentiti dal magistrato titolare del fascicolo, ma le versioni fornite agli inquirenti non sono chiare, negano di aver mai fatto del male al bimbo e nello stesso tempo non sono in grado di fornire una risposta esaustiva su quei lividi sul collo, sulla sua clavicola rotta, sui motivi di quelle fratture multiple riscontrate nel corpo del neonato. Interrogativi a cui dovrà dare risposte il pubblico ministero, titolare del fascicolo, in una vicenda ancora tutta da chiarire. Intanto il bimbo insieme alla sua sorellina è stato affidato alle cure dei nonni materni.
