Rifiuta di pagare la mazzetta e li denuncia. Il coraggio di Cugliari: "Io non ho paura" (VIDEO)
Dopo la vile aggressione di sabato scorso a Pannaconi, il presidente degli artigiani vibonesi in conferenza stampa: "Io non mi piego alle logiche mafiose e stavolta gli è andata male"
di MIMMO FAMULARO
"Io non ho paura e non intendo piegarmi al pizzo. Stavolta gli è capitata male". Giovanni Cugliari, presidente della Cna di Vibo, l'associazione che riunisce gli artigiani vibonesi, intende andare fino in fondo. Dopo aver denunciato ai carabinieri la vile aggressione subita da tre persone in pieno centro a Pannaconi, questa mattina si è presentato in conferenza stampa nella sede della Cna (ubicata tra l'altro proprio di fronte il Comando provinciale dell'Arma) e ha raccontato la vicenda nei minimi dettagli. Lo ha fatto alla presenza di numerosi associati, al fianco del presidente onorario della Cna Franco Giogà e del vice presidente Rosario Contartese. In sala ad ascoltarlo c'erano anche Nello Ruello, il testimone di giustizia che fu tra i primi a ribellarsi alle logiche mafiose, ed i sindaci di Cessaniti e Maierato. Presenze non secondarie.
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Sistema 'ndranghetistico. Quella di Giovanni Cugliari è stata una denuncia precisa e circostanziata tesa ad evitare eventuali minimizzazioni di un episodio gravissimo. "Non si è trattato di una bravata - ha subito specificato l'artigiano di Maierato - e chi mi ha aggredito non era un semplice balordo. E' stato un gesto 'ndranghetistico. Ho vissuto dal vivo ciò che ho letto sui libri scritti da Gratteri. Hanno applicato su di me il manuale del buon 'ndranghetista: mi hanno prima tagliato le ruote del furgone, poi mi hanno detto che dovevo pagare il pizzo per lavorare e poi sono stato aggredito". Tutto è avvenuto in pieno centro, nella piazza di Pannaconi davanti a testimoni. "Nessuno però è intervenuto per difendermi - denuncia Cugliari - anche perché queste persone hanno tenuto sotto scacco per quasi due ore l'intero centro cittadino". A chiamare i carabinieri è stato lo stesso artigiano. "In quel momento mi hanno detto che fai pezzo di m... chiami gli sbirri". Non hanno tardo ad arrivare sul posto i militari della stazione di Cessaniti diretti dal maresciallo Lo Bianco. "Ho apprezzato molto il loro impegno, quello del maresciallo Lo Bianco e del capitano della Compagnia di Vibo Berlingeri. In due ore li hanno identificati e arrestati anche se quello del bar che mi aveva minacciato si è reso irreperibile". Quest'ultimo, Lorenzo De Lorenzo, sarebbe l'autore materiale - secondo quanto raccontato da Cugliari - della richiesta estorsiva. "Se vuoi lavorare qui - avrebbe detto con tono minaccioso - devi passare dal mio bar e pagare".
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"Io non pago e non ho paura". Giovanni Cugliari non solo non ha pagato la mazzetta, li ha anche denunciati. "Io non ho paura di loro, ho perso il padre in un incidente sul lavoro a 22 anni, l'ho visto morire e so cosa significa fare sacrifici per portare avanti un'azienda per guadagnarsi il pane. Non sono uno stupido e neanche un kamikaze, ma io non mi piego alle logiche mafiose e stavolta gli è andata male. Allo stesso tempo rappresento un'associazione da sempre in prima linea e che ha sempre denunciato questi episodi facendo nomi e cognomi. Ci presenteremo come parte civile e spero lo faccia anche il Comune di Cessaniti che è l'altra parte lesa di questa vicenda. Quest'aggressione è una grave lesione all'immagine di quel territorio.
L'appello. La vicenda è finita sul tavolo nazionale della Cna con il presidente Maccarino che ha chiesto un incontro urgente con il ministro dell'Interno Angelino Alfano. Da Vibo Valentia parte invece l'appello degli artigiani vibonesi a non avere paura, a seguire l'esempio di Giovanni e a denunciare. Sempre.
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| Aggressione a Cugliari (Cna), il legale precisa: “Mio cliente non è irreperibile” |
