Coronavirus, verso coprifuoco e scuole chiuse ma Calabria è regione con meno contagi
L'aumento dei contagi delle ultime ore ha fatto riflettere anche la Regione, guidata dal vice presidente Nino Spirlì, che sta valutando alcune restrizioni sul territorio per limitare il contagio. L'ordinanza imporrebbe per due settimane la Didattica a distanza nelle scuole medie e superiori, non in quelle elementari e negli asili. Nella bozza, anche limitazioni per i parenti dei degenti in ospedali e RSA e anche in ambulatori e poliambulatori dove sono previsti ricoveri; limitazioni alle visite specialistiche non urgenti mentre rimangono assolutamente aperti i poliambulatori e gli ambulatori per le visite specialistiche particolari quali quelle oncologiche, cardiologiche, per diabetici, per persone affette da diverse abilità. Infine Spirlì sta valutando un coprifuoco totale per la popolazione dalla mezzanotte alle 5 del mattino, quando sarà possibile uscire di casa soltanto per motivi di lavoro o conclamata necessità. Nessuna ulteriore limitazione alle attività commerciali e lavorative, per cui resta valido l’ultimo Dpcm del Governo.
Ma la Calabria resta - è bene puntualizzarlo - la Regione d’Italia meno colpita in assoluto dal Coronavirus. La stragrande maggioranza dei positivi (1.443 su 1.537, quindi il 93,9%) sono asintomatici o paucisintomatici, in isolamento domiciliare. Dall’inizio della pandemia in tutta la regione, su una popolazione di 2 milioni di abitanti, ci sono stati solo (si fa per dire) 105 morti: non c’è alcuna Regione d’Europa che ha avuto un tasso di mortalità così basso in questa pandemia.
