Assenteismo alla Regione: condannati quattro dipendenti
Questo il verdetto emesso dal Gup di Catanzaro. Comminate pene tra i 10 mesi e un anno per i quattro imputati accusati di assenteismo. La difesa ha annunciato ricorso in Appello
Si è concluso con quattro condanne il processo su presunti casi di assenteismo alla Regione Calabria. Il gup di Catanzaro, Domenico Commodaro, ha comminato pene tra i 10 mesi e un anno per i quattro dipendenti coinvolti nella vicenda e accusati di aver attestato falsamente la loro presenza sul posto di lavoro. Si tratta di Fioravante Levato, Francesca Maimone, Francesco Ruberto ed Emilio Barone. Per tutti e quattro il gup ha concesso la sospensione della pena. I fatti contestati si sarebbero verificati in alcuni uffici catanzaresi della Regione. Le indagini nacquero in seguito alla denuncia di un dipendente e ai conseguenti accertamenti effettuati dalla Guardia di Finanza.
Ricorso in appello. L'avvocato Giuseppe Fonte ha già annunciato ricorso in appello. Nella sua arringa aveva eccepito l'inutilizzabilità della prova video, per mancanza in atti di un provvedimento motivato che autorizzasse le videoriprese. Secondo il legale essendo la videoripresa classificabile tra le prove atipiche, solo se utilizzate dalla polizia giudiziaria quale mezzo di ricerca della prova, secondo una recente sentenza della Cassazione Sezioni Unite, necessitano, quantomeno, di un decreto motivato del pubblico ministero che, nel caso di specie, mancava. Fonte ha infatti sottolineato che l'unico atto autorizzativo presente, era invece, una mera "autorizzazione in bianco" priva di qualunque motivazione. Su questo presupposto verrà motivato il ricorso in appello, predisposto dopo la lettura delle motivazioni del verdetto di primo grado.
