Mileto, presentate al cantiere musicale le "Piccole storie di periferia" del vescovo
Da Giuditta Levato a Natuzza Evolo e Mamma Africa; da Ciccio il ladro e la monaca santa al barbone di Roma; dall’ Affruntata di Sant’Onofrio alla Repubblica rossa di Caulonia
di VINCENZO VARONE
L’arte del racconto e del pensiero, uno spaccato di giornalismo e la bellezza della musica. Sono questi gli aspetti salienti della presentazione del libro “Piccole storie di periferia”, una delle ultime fatiche letterarie del giornalista-scrittore Luigi Renzo, vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea nel cui sangue scorre sin dagli anni giovanili la passione inesauribile per la scrittura e per ricerca storica”. A pungolare il presule con le sue domande è stato il giornalista Maurizio Bonanno che nel presentare l’opera ha messo in luce la tecnica fotografica con cui si sviluppano le varie storie del volume. Accanto Renzo e Bonanno, Antonio Cavallaro della casa editrice Rubettino e Giuseppe Giordano del cantiere musicale internazionale che ha ospitato e promosso l’evento insieme alla diocesi, all’Unpli e alla Pro Loco di Mileto.
Le storie. “Non è stato un senso di nostalgia, o una specie di rifugio nel passato – si legge nella presentazione del libro - a muovere questo mio racconto lungo alcuni percorsi della storia e delle vicende della Calabria, ma solo il gusto e il desiderio innato di rivisitare luoghi, situazioni umane, eccellenze culturali, punti focali di un vissuto plurimillenario degno di memoria, selezionando alcune “piccole storie di periferia”. Storie come quella di Ciccio il ladro e della monaca santa che penetrano nell’anima a aiutano il cuore; di Giuditta Levato, la prima vittima degli scontri che si verificarono in Calabria nel 1946 nella battaglia per il latifondo; di mamma Africa, straordinaria figura di donna al servizio dei poveri e degli ultimi che a Rosarno ogni giorno senza pause e distrazioni dona luce e conforto ai tanti extracomunitari; al fascino inesauribile del codice Purpureo di Rossano di cui, quando il presule ne parla, si nota evidente la gioia negli occhi; del barbone di Roma che con il suo ombrello andò in soccorso dello stesso Renzo mentre stava registrano sul sagrato della chiesa maggiore di Roma un’intervista televisiva sulla figura di Natuzza Evolo; della Repubblica rossa di Caulonia, “un sogno e un’utopia svaniti nel nulla perché considerati scomodi e imbarazzanti per una società perbenistica e statica”, con l’obiettivo dell’autore puntato in particolare sul sindaco Cavallaro e sui promotori della rivolta che pagarono sulla propria pelle il sogno della vera libertà; dell’Affruntata di Sant’Onofrio di qualche anno fa salita alla ribalta della cronaca, con una sottolineatura in bella mostra: “La ‘ndrangheta non ha nulla da spartire con Dio”.
Gli eroi silenziosi. Nel corso della serata il vescovo ha anche rimarcato che la realizzazione di questo volume “vuole essere un grido di rabbia e una risposta a chi di questa nostra regione intende mettere in evidenza sole le zone d’ombra”. Una storia che, purtroppo, si ripete puntualmente ogni giorno. Raramente, infatti, la Calabria vera dell’accoglienza e dei tanti eroi silenziosi che ogni giorno dedicano energie alle giuste cause trovano spazio nei resoconti dei grandi inviati del Nord. Alla positività dei più si preferisce difatti raccontare il sinistro apparire di una minoranza torbida di gentaglia senza scrupoli allenata al malaffare. La presentazione del libro è stata intervallata da tre interventi musicali curati dai docenti del Cantiere: il soprano Caterina Francese, il pianista Domenico Pizzi, il violinista Giuseppe Tallarico, il violoncellista Francesco Valenzisi e il violinista Michael Manuli allievo della struttura musicale. Una serata vissuta nel segno della cultura. Un settore su cui investire e costruire avendo ben chiara la consapevolezza che i germi del male difficilmente attecchiscono dove regnano l’odore dei libri e la buona parola.
