A notificare la citazione a giudizio una società di recupero crediti per conto di Eni Spa

Non paghi e noi ti portiamo in Tribunale": questo, in sintesi, il contenuto di un atto di citazione notificato da Euro Service Group SpA, a mezzo Ufficiale Giudiziario ad un cittadino Del catanzarese. Niente di nuovo sotto il sole, si tratta di uno degli innumerevoli procedimenti giudiziari attivati per il recupero dei crediti vantati da società di somministrazione. Ed infatti, come può leggersi nella stessa citazione a giudizio,
la società Euro Service Group SpA, agisce per conto del colosso dell’energia Eni SpA.
È risaputo come, soprattutto nei periodi di crisi, le società di recupero crediti siano sempre più aggressive e, spesso, finiscano per travalicare i limiti consentiti loro dalla legge, al fine di ottenere più elevate percentuali di “recuperato” e, conseguentemente, laute provvigioni.
Ma in questo caso siamo alla follia - denuncia l’avv. Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons - infatti l’importo per cui si chiede la condanna è, udite udite, di “zero euro”.Non avete inteso male, proprio zero. E non si tratta di un errore o di un refuso, la somma richiesta è proprio di “zero euro”. 

L'assurda storia. Ma v’è di più, proseguendo la lettura della citazione a giudizio la società, cerca di far colpo sul Giudice, per spingerlo ad emettere una corposa condanna, evidenziando come siano risultati vani tutti i solleciti nei confronti del debitore, per ottenere, appunto, la cifra di ben “zero euro”. Ed infatti Euro Service Group non dimentica certo di chiedere la condanna alle spese del malcapitato e la dichiarazione di valore del giudizio, obbligatoria per legge, è lapidaria: Il valore della causa è pari a zero ! Una causa da nulla, verrebbe da dire. Nell’atto viene quindi spiegato che, in seguito ad un controllo contabile, risultano non ancora saldate le fatture ...(spazio bianco) e ciò malgrado i ripetuti solleciti. Si legge, infine, come vi sia stata anche una comunicazione di avvenuta cessione del credito, ai sensi dell’articolo 1264 del codice civile. Roba da far impallidire l’Azzecca-garbugli di manzoniana memoria. Se non fosse vero sembrerebbe uno scherzo.
Tanto rumore per nulla ? ...non proprio. Siamo esterrefatti dall’utilizzo spregiudicato dell’azione giudiziaria - sostiene Francesco Di Lieto - e pretendiamo pubbliche scuse da parte di Eni e, ovviamente, da parte di Euro Service Group. Il Codacons ha inoltrato un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, perché provveda a sanzionare severamente gli abusi perpetuati nei confronti dei Cittadini.
E’ inaccettabile -prosegue Di Lieto - che si agisca in giudizio per rivendicare il nulla.
Soltanto per il gusto di arrecare fastidio e tentare di locupletare ingiustificati profitti.
Siamo stufi di assistere al perpetuarsi di comportamenti intimidatori e violenti - continuano dal Codacons - senza contare l’assurdità delle richieste, visto che, in molti casi, le pretese non sono neppure accertate.

Codacons sul piede di guerra. Si spara nel mucchio sperando che qualcuno, per paura o vergogna, provveda a pagare. Ma la misura è colma, non è tollerabile citare in giudizio qualcuno per nulla ed arrogarsi finanche il diritto di richiedere una condanna alle spese. Se fino a ieri a far notizia era il pensionato friulano, cui veniva ingiunto il pagamento di un centesimo, oggi a Catanzaro abbiamo veramente toccato il fondo - conclude l’avvocato Di Lieto - puntando il dito non solo contro la società di recupero crediti, ma anche su Eni che dovrebbe imporre comportamenti improntati a legalità oltre che correttezza a chi agisce per suo conto. Per questi motivi il Codacons ha chiesto una severa condanna da parte dell’Antitrust, perché solo quando questi soggetti saranno chiamati a rispondere delle proprie vessazioni inizieranno a rispettare i Cittadini.