Con la guerra tornata in Europa, con l'invasione russa dell'Ucraina, "la scuola ha il dovere, oltre che di manifestare, di conoscere, discutere, approfondire, ricercare: mettendo in campo le modalità didattiche che ritiene più opportune e consone al segmento di riferimento (infanzia, primaria, secondaria di 1° o 2° grado), evitando 'neutralismi' che, nella fattispecie del conflitto russo/ucraino, assumono sempre più carattere di complicità. Ed è questo che allievi, docenti, educatori e personale Ata del Convitto 'Gaetano Filangieri' di Vibo Valentia – tutti meritevoli di elogi - silenziosamente ma laboriosamente, hanno fatto dal 24 febbraio".


Così in una nota lo stesso istituto, guidato dal dirigente Alberto Capria, che prosegue: "Non è stato avviato un percorso didattico avviato ex novo, piuttosto è stato 'curvato' il curricolo della scuola che integra ed ingloba la nuova realtà che ci si trova a vivere, realizzando ulteriori indirizzi di riflessione e momenti di confronto. In una parte di questo percorso gli allievi, magistralmente guidati dalle docenti Crispo e La Malfa, hanno voluto testimoniare nel modo a loro più consono la necessità di pace, senza retorica, prendendo in mano pennelli e colori, cartoncini, tele, tavolozze. Rappresentando simboli ed espressioni artistiche che annullano il buio del dolore e della violenza. Pennellate di freschezza e gioia, intervallate da brevi ed intense riflessioni, perché la pace è questa. Traspare questo dalle tele , dai cartelloni e dai disegni esposti nel chiostro secentesco e nel corridoio di rappresentanza del Convitto, che potranno essere ammirati per tutto maggio e giugno prossimi".

Una mostra, frutto di un approfondito percorso didattico/educativo, dedicata alla pace e per la pace: "Perché chiunque entri - conclude l'istituto scolastico - veda in ogni angolo del Convitto Filangieri il mondo che i ragazzi vorrebbero e che sottolinea la necessità di affermare che c’è sempre un’alternativa alla violenza, di cui la guerra e l’espressione peggiore".