‘Ndrangheta: processo “Dinasty”, ammessi a Vibo nuovi testi contro Mico Mancuso
Ripreso il dibattimento, dopo una lunga sospensione, con l'ammissione di cinque testi da ascoltare in aula. La posizione del figlio del boss era stata stralciata
Cinque testi sono stati chiamati a deporre nel processo stralcio scaturito dall'operazione antimafia denominata "Dinasty" che vede sul banco degli imputati per associazione Domenico, alias "Mico", Mancuso, 41 anni, figlio del boss della ‘ndrangheta Giuseppe Mancuso di Limbadi. Il processo si sta svolgendo dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia presieduto dal giudice, Lucia Monaco, e stamane dopo l'ammissione dei testi - chiesti dal pm Marco Mancuso della Dda di Catanzaro - i giudici hanno rinviato l'udienza all'11 gennaio 2017.

La ripresa del processo era stata resa possibile dal deposito di una perizia del professore Giulio Di Mizio, medico legale e perito del Tribunale che aveva riscontrato nell’imputato un deficit cognitivo di grado lieve non incidente sulla capacità di stare in giudizio.
Domenico Mancuso viene indicato dalla Dda di Catanzaro, sulla scorta delle indagini svolte all’epoca dalla Squadra Mobile di Vibo, come esponente di spicco dell’articolazione mafiosa della “famiglia” Mancuso che fa capo al padre Giuseppe Mancuso ed allo zio Diego Mancuso. (g.b.)
