Le carte dell’operazione di ieri che ha portato all’arresto di 23 persone ritenute vicine alle potenti cosche di ‘ndrangheta di Vibo Valentia e Gioia Tauro, sono un chiaro segno, per gli inquirenti, della potenza del gruppo. La Repubblica ha riportato le frasi di Francesco Patamia, di Gioia Tauro, fondatore del partito “Europei Liberali” e candidato alla Camera nelle ultime elezioni con la lista “Noi moderati” di Maurizio Lupi nel collegio di Piacenza, all’interno della coalizione di centrodestra.

"Io, piuttosto che ridarti indietro l'azienda, te la brucio con la benzina". Parlava così il manager col pallino della politica. Usava questi toni per costringere una delle sue vittime ad accettare condizioni diverse e più gravose da quelle pattuite in occasione di un contratto di cessione di un ramo d'azienda, con sede del ravennate. E aggiungeva: "Se ti rivolgi a un avvocato sappi che ci saranno delle conseguenze", riporta ancora La Repubblica.

La minaccia come costante e spesso dopo le minacce arrivavano i fatti. È il caso di Saverio Serra, di Vibo Valentia che ha un durissimo scontro con la proprietaria di una casa che avrebbe voluto acquistare, ma per la quale non era riuscito ad ottenere il mutuo: "Ti stacco la testa", "tu non sai chi stai mettendo contro", e ancora "io la giustizia me la faccio da solo". Pochi giorni dopo c'è l'incendio della sua auto. Questa volta la vittima non ha mollato, anche se alla Finanza confessa: "Non ho denunciato per non avere problemi".