Porto di Gioia Tauro: nessun finanziamento per l'Agenzia. A rischio 400 lavoratori
Passa, invece, l'emendamento "De Luca" che potrebbe restituire la sanità nelle mani del governatore Mario Oliverio. La nomina è di competenza del Cdm
E' stata approvata questo pomeriggio al Senato la legge di bilancio. Al testo, su cui il Governo ha posto il voto di fiducia, non è stata apportata alcuna modifica rispetto al passaggio alla Camera. Passa quindi l'emendamento cosiddetto "De Luca", con cui si elimina l'incompatibilità tra la figura del commissario governativo e il presidente della giunta nelle Regioni sottoposte a Piano di rientro dal deficit sanitario. A bocca asciutta rimangono, invece, i circa 400 dipendenti del porto di Gioia Tauro, che speravano nell'inserimento di un apposito emendamento utile alla creazione di un'Agenzia del lavoro dopo la bocciatura arrivata nella commissione Bilancio della Camera.
Il caso Gioia Tauro. Era stato lo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, di recente in visita in Calabria, ad assicurare che un apposito emendamento volto al finanziamento di un'Agenzia finalizzata al ricollocamento dei circa 400 dipendenti del porto di Gioia Tauro, sarebbe stato inserito nel testo della legge di Bilancio in vista dell'imminente discussione al Senato. L'emendamento avrebbe
permesso, infatti, il finanziamento e la successiva istituzione di un'agenzia per la riqualificazione professionale e il ricollocamento dei dipendenti dichiarati in esubero: circa 400. L'emendamento era stato in un primo tempo rigettato dalla commissione Bilancio della Camera perché dichiarato "microsettoriale", circostanza che aveva destato non poche preoccupazioni tra le organizzazioni sindacali. L'emendamento avrebbe dovuto stanziare 45 milioni per il triennio 2017/2019. Il governatore aveva quindi organizzato una conferenza stampa in cui il sottosegretario De Vincenti aveva assunto l'impegno di proporre un apposito emendamento al testo in vista della discussione in Senato ma l'apertura della crisi, successiva alle elezioni referendarie, ha precipitato gli eventi inducendo il governo a sottoporre all'esame dell'aula del Senato il testo così come approvato alla Camera, privo però dell'emendamento che avrebbe permesso il finanziamento dell'Agenzia.
Il commissariamento. Passa, invece, senza colpo ferire l'emendamento cosiddetto "De Luca" con cui viene eliminata l'incompatibilità tra la figura del commissario governativo e il presidente della giunta nelle Regioni sottoposte al Piano di rientro dal deficit
sanitario. L'approvazione dell'emendamento potrebbe riportare nelle mani del governatore, Mario Oliverio, la gestione della sanità. Sulla possibile nomina dovrà in ogni caso pronunciarsi il Consiglio dei Ministri, il quale sarà chiamato a riconfermare l'attuale commissario Massimo Scura, a nominare il governatore o - non è da escludere - un nuovo commissario. (l.c.)
