La Corte dei Conti ha inflitto l'ennesima sentenza di condanna nell'ambito dell'inchiesta "Rimborsopoli" per l'uso illegittimo dei fondi destinati ai gruppi in Consiglio regionale. I provvedimenti oggetto del procedimento erariale risalgono al 2015 e fanno seguito a precedenti pronunce della Corte dei Conti che aveva dichiarato già irregolare la rendicontazione di cospicue somme. Tutti i gruppi, ad eccezione del Misto e della Federazione dell Sinistra, avevano impugnato la delibera di fronte alle Sezioni riunite che hanno rideterminato l'importo per i gruppi "Insieme per la Calabria", Pd, Udc, Progetto democratico e Pdl. E' stato dichiarato irricevibile il ricorso di Italia dei Valori e quello di "Scopelliti Presidente". La magistratura contabile ha deciso di estendere le pronunce delle sezioni riunite anche ai gruppi consiliari Federazione della Sinistra, Misto e IdV che non avevano proposto ricorso contro la prima delibera della sezione controllo i cui ricorsi erano stati parzialmente accolti.
Secondo la magistratura contabile, l'obbligo di restituzione sarebbe stato eluso con un'interpretazione normativa illegittima, rinunciando di fatto all'incasso di 531.106,77 euro. Da qui la conferma della condanna inflitta a sei soggetti - scrive oggi la Gazzetta del Sud - chiamati in causa. Si tratta di cinque politici e del dirigente del servizio Bilancio e Ragioneria del Consiglio regionale: Giuseppe Gentile, Antonio Scalzo, Francesco D'Agostino, Giuseppe Neri e Giuseppe Graziano che dovranno rifondere 63.732 ciascuno e del dirigente Luigi Danilo Mantella che dovrà restituire 212.400 euro.

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