Sanità a Vibo, Nesci all’attacco: «Dalla maggioranza polemiche sterili e promesse mancate»
«Invito i Democratici e Riformisti a non cercare la pagliuzza nell’occhio altrui quando si ha la trave nel proprio»

Non si placa il clima di scontro politico a Palazzo Luigi Razza. Al centro del dibattito, questa volta, è il tema della sanità, sollevato dalle dure dichiarazioni della consigliera comunale Maria Rosaria Nesci. Una replica netta, la sua, che punta il dito contro l’inconsistenza amministrativa della maggioranza guidata dal sindaco Romeo e, in particolare, contro le recenti critiche mosse dal gruppo dei "Democratici e Riformisti".
La consigliera Nesci esordisce senza giri di parole, rispedendo al mittente le accuse ricevute: «Non sono solita sparare sulla croce rossa, ma quando si vuole arrivare allo scontro ad ogni costo, non posso che agire mettendo a nudo tutta l’inconsistenza di chi risponde con polemiche sterili a riflessioni che meriterebbero responsabilità».
Secondo la Nesci, la nota firmata dalla collega Grimaldi nasconderebbe in realtà una regia esterna: «È stata confezionata da qualcuno che fino a ieri è stato messo in panchina dal centrodestra. Invito costoro a fare politica attraverso altri temi, evitando di scivolare nella demagogia su una materia delicata come la salute».
Il punto focale della critica della consigliera riguarda la discrepanza tra gli atti programmatici e l'azione concreta dell'amministrazione. La Nesci invita gli avversari a una rilettura attenta dei documenti ufficiali, come il Dup (Documento Unico di Programmazione) e la relativa nota di aggiornamento, approvati dalla stessa maggioranza.
«In quei documenti si parla chiaramente di istituire una Commissione per la Sanità — incalza la consigliera — ma nonostante quasi due anni di governo Romeo, tale commissione è rimasta solo una mera idea. È l’ennesima menzogna raccontata ai cittadini».
Per la Nesci, il diritto alla salute non dovrebbe avere colore politico, ma richiederebbe un approccio basato sull'umiltà e sulla verità. «La tutela del diritto alla salute richiede l’umiltà di essere intellettualmente onesti, riconoscendo le proprie colpe per agire in un'unica direzione. Invece, assistiamo a un tentativo di spostare l’attenzione».
L’affondo finale è una citazione evangelica volta a sottolineare quelle che la consigliera definisce ipocrisie politiche: «Invito i Democratici e Riformisti a non cercare la pagliuzza nell’occhio altrui quando si ha la trave nel proprio. Su temi così seri, sarebbe meglio tacere nel rispetto di un diritto che merita solo azioni concrete».
