Dall'evasione fiscale alle truffe allo Stato, la Finanza di Vibo traccia il bilancio di un anno di controlli
Un provincia piccola, ma non proprio un'isola felice come, d'altronde, era facile immaginarsi. Dall'evasione fiscale alle truffe allo Stato e all'Unione Europea fino al contrasto alla criminalità organizzata, la Guardia di Finanza di Vibo ha tracciato il bilancio dell'ultimo anno e mezzo di attività nella caserma di Vibo Marina alla presenza del comandante provinciale il colonello Roberto Prosperi e di tutti i comandanti dei vari reparti che costituiscono le fiamme gialle vibonesi. I numeri confermano il gran lavoro svolto: otto milioni di euro di evasione fiscale accertata; quasi 10 milioni d euro di truffe scoperte tre finanziamenti non dovuti, persi per strada o fondi distratti; danni erariali per 68 milioni di euro; oltre tre milioni di euro di beni mobili ed immobili sequestrati alla criminalità organizzata.
Contrasto all'evasione fiscale. Evasione fiscale (imposte sui redditi, I.V.A., I.R.A.P., sommerso d’azienda, sommerso di lavoro, accise), gioco e scommesse sono i settori di contrasto al centro dell’attenzione operativa svolta dai Reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Vibo Valenti nel 2018 e nei primi 5 mesi del 2019.Sono stati eseguiti 205 interventi nei confronti di contribuenti (imprese e lavoratori autonomi) di minori dimensioni (volume d’affari da 0 a 5.164.568 euro) e medie dimensioni (volume d’affari da 5.164.568 euro a 100.000.000 euro) con domicilio fiscale nella provincia. Gli interventi sono consistiti, principalmente, nell’esecuzione di verifiche e controlli ai fini delle imposte sui redditi, dell’I.V.A., dell’I.R.A.P., dell’I.V.A. intracomunitaria, delle frodi I.V.A., delle frodi nel settore delle accise, del sommerso di azienda e di lavoro. Nel settore delle Imposte sui Redditi è stata accertata una base imponibile da anni di imposta chiusi di 24.347.256 euro, una base imponibile da anni di imposta aperti di 2.906.956 euro ed un’imposta evasa stimata di 7.234.448 euro. Inoltre, sono state accertate ritenute d’acconto non operate e non versate per 34.759 euro.
Nel settore dell’IVA è stata accertata una maggiore imposta constatata da anni di imposta chiusi di 4.045.159 euro ed una maggiore imposta constatata da anni di imposta aperti di 141.061 euro. Nel settore delle frodi IVA sono stati eseguiti 3 interventi, accertando una maggiore imposta constatata di 458.290 euro.
Nel settore dell’IRAP è stata accertata una base imponibile da anni di imposta chiusi di 41.555.658 euro.
In molti casi, l’evasione fiscale accertata era avvenuta mediante l’omessa fatturazione e/o registrazione di operazioni imponibili, l’omessa o infedele dichiarazione, l’emissione e/o l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, l’omessa tenuta e conservazione delle scritture contabili e/o documenti obbligatori. I settori economici maggiormente controllati/verificati sono stati le costruzioni, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, le attività turistico/alberghiere e quelle professionali.
Nel corso delle attività ispettive sono stati denunciati 29 soggetti per reati fiscali (emissione e/o utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, dichiarazione fraudolenta o infedele, occultamento delle scritture contabili e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte). Nel contrasto al sommerso d’azienda sono stati scoperti 72 evasori totali ovvero soggetti completamente sconosciuti al Fisco, che, pur esercitando attività economiche o professionali, avevano omesso la presentazione delle prescritte dichiarazioni (imposte sui redditi, IV.A., I.R.A.P.) almeno per un anno d’imposta. Ai fini delle Imposte sui Redditi è stata accertata una base imponibile di 20.016.091 euro e ai fini IVA una maggiore imposta constatata di 3.185.206 euro. Il numero maggiore di evasori totali scoperti operava nei settori economici delle costruzioni, del commercio all’ingrosso e delle associazioni, che invece svolgevano attività d’impresa.
Nel contrasto al sommerso di lavoro sono stati verbalizzati 40 datori di lavoro per avere impiegato 97 lavoratori in “nero” e 6 lavoratori irregolari. Le violazioni accertate si riferiscono, in prevalenza, ai settori economici delle costruzioni, della ristorazione, del commercio al minuto e dell’agricoltura. Nel settore delle accise sono stati eseguiti 13 interventi, che hanno consentire di accertare un’evasione di 3.121.423 euro di tributi. Inoltre, sono stati eseguiti sequestri di Kg. 52.311 di prodotti energetici (oli minerali), è stato accertato il consumo in frode di ulteriori Kg. 4.209.732, con la denuncia a piede libero di 48 soggetti per il reato di sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa sugli oli minerali e altri reati. Gli interventi sono in gran parte scaturiti da controlli su strada effettuati nei confronti di autotrasportatori di oli minerali.
Nel settore dei giochi e delle scommesse sono stati eseguiti 55 controlli, di cui 17 irregolari. Sono state riscontrate 31 violazioni e irrogate sanzioni, a vario titolo, per un importo di 152.330 euro. I controlli hanno riguardato locali commerciali presso i quali erano installati apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento e sale scommesse.
Sono stati verbalizzati 118 soggetti, di cui 11 denunciati ai sensi della normativa di settore. Sono stati sequestrati 10 apparecchi e congegni da divertimento intrattenimento e 11 apparecchi terminali (cc.dd. totem) e scoperti 23 punti clandestini di raccolta scommesse.
Contrasto agli illeciti delle spesa pubblica. L’azione della Guardia di Finanza contro gli illeciti in materia di spesa pubblica è finalizzata a individuare quelle condotte che, pregiudicando la legalità e la correttezza nella Pubblica Amministrazione, minano il puntuale utilizzo delle risorse, favorendo sprechi e malversazioni. Il settore è strategico per il Paese: solo un equo impiego degli investimenti e dei fondi pubblici può, infatti, sostenere la competitività e una piena ripresa del tessuto economico nazionale. È per questa ragione che il Corpo continua a rafforzare il proprio dispositivo di vigilanza, che si sviluppa lungo una duplice direttrice: il potenziamento delle unità operative territoriali dedicate allo specifico settore di servizio e l’intensificazione delle collaborazioni con le Autorità e gli Enti di gestione, con particolare riferimento ai settori della spesa previdenziale, sanitaria, dei fondi europei destinati alla realizzazione di progetti, dove il corretto impiego delle risorse, oltre a contribuire a contenere l’esborso complessivo dello Stato, come nel caso di trattamenti pensionistici e di invalidità non spettanti, si traduce in un miglioramento della qualità della spesa, con positive ricadute in termini di sviluppo del Paese.
Fondi strutturali e spese dirette, politica agricola comune, incentivi alle imprese e altre uscite nazionali e locali, appalti, responsabilità amministrativa, spesa previdenziale, anticorruzione, prestazioni sociali agevolate e ticket sanitario sono i settori di contrasto che hanno visto maggiori attività operative svolte dai Reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Vibo Valentia nel 2018 e nei primi 5 mesi del 2019.
Al fine di contrastare le condotte di malversazione, indebita richiesta e/o percezione, truffa e truffa aggravata poste in essere in relazione alle risorse finanziare erogate dall’Unione europea e dallo Stato, sono stati eseguiti interventi nei settori dei fondi strutturali e spese dirette, della politica agricola comune, degli incentivi alle imprese e altre uscite nazionali e locali, nei confronti, complessivamente, di 20 soggetti denunciati per i reati di truffa, malversazione a danno dello Stato, indebita percezione di erogazioni a danno dello Sato e di ulteriori 2 soggetti verbalizzati amministrativamente. Nei tre settori in esame è stata accertata una frode complessiva di 11.040.339 euro (1.631.587 + 9.384.096 + 24.656), corrispondente all’importo indebitamente percepito.
Sono stati anche eseguiti interventi nel settore degli appalti con lo scopo di contrastare le condotte che turbano la regolarità delle procedure di affidamento gestite dalle stazioni appaltanti o dalle centrali di committenza e le connesse fasi di esecuzione dei contratti, nonché le frodi e gli inadempimenti contrattuali che abbiano a oggetto lavori, forniture e servizi pubblici. In tale ambito, sono stati denunciati 29 soggetti per i reati di turbata libertà degli incanti, falso, abuso d’ufficio ed altri.
Gli appalti controllati, in gran parte relativi alla realizzazione di opere pubbliche, hanno avuto un valore di 39.843.561 euro mentre le somme oggetto di assegnazione irregolare sono state di 11.174.866 euro. Sono stati eseguiti sequestri di beni per un importo di 1.740.000 euro. Anche nel settore della responsabilità amministrativa sono state condotte attività, al fine di accertare danni erariali di dirigenti, funzionari e dipendenti pubblici, nonché di privati in relazione a ipotesi di irregolare gestione, impiego e percezione di risorse finanziare di natura pubblica. Sono stati individuati 77 soggetti responsabili di danni erariali. I danni erariali accertati ammontano a 68.895.292 euro.
In materia di spesa previdenziale sono stati eseguiti interventi al fine di contrastare le condotte di indebita richiesta e/o percezione, truffa e truffa aggravata aventi ad oggetto risorse finanziarie messe a disposizione dagli Enti previdenziali. Sono stati denunciati 10 soggetti, a fronte di una frode complessiva accertata di 184.399 euro, corrispondente all’importo indebitamente percepito. Un settore di grande interesse operativo continua ad essere quello dell’anticorruzione, con l’obiettivo di prevenire e contrastare le condotte di peculato, corruzione, concussione, abuso d’ufficio commesse da pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio e privati.
Sono stati 73 i soggetti denunciati, di cui 57 pubblici ufficiali e/o incaricati di pubblico servizio. Sono state accertate condotte corruttive per un valore di 96.199 euro e di peculato per un valore di 1.740.000 euro, quest’ultimo oggetto di sequestro. Sono stati eseguiti 32 interventi, di cui 14 irregolari, in materia di prestazioni sociali agevolate, con lo scopo di contrastare le condotte di indebita richiesta, percezione e/o fruizione di prestazioni sociali agevolate spettanti a cittadini in condizioni economiche e sociali svantaggiate, collegate alla presentazione di Dichiarazioni Sostitutive Uniche. Gli interventi si sono conclusi con la denuncia di 4 soggetti e la verbalizzazione amministrativa di altri 30 soggetti. E’ stata accertata una frode complessiva di 28.246 euro, corrispondente all’importo indebitamente percepito.
Anche negli anni in riferimento sono stati svolti controlli al fine di contrastare le condotte di indebita esenzione dal pagamento dei ticket sanitari, in relazione alla fruizione di prestazioni sanitaria di varia natura erogate a cittadini in possesso di requisiti reddituali, nonché in relazione al tipo di patologie o allo stato di invalidità sofferti.
In tale settore, sono stati eseguiti 92 interventi, tutti irregolari, nei confronti di altrettanti soggetti verbalizzati amministrativamente, accertando una frode consumata di 55.903 euro. Un sicuro indice dell’efficienza dell’azione investigativa è rappresentato dai sequestri. Al riguardo, sono al vaglio della competente Autorità Giudiziaria diverse proposte di sequestro avanzate dai Reparti. I sequestri rappresentano la concreta misura della possibilità per lo Stato di vedere ristorati i danni causati dai fenomeni di illegalità, frode, malaffare e cattiva gestione scoperti.
In questa prospettiva, l’azione dei Reparti è in continuo e pieno svolgimento per disvelare condotte illecite, sprechi di fondi e risorse pubbliche, fenomeni corruttivi e di disonestà nei riguardi della Pubblica Amministrazione, attraverso interventi mirati e indagini di polizia giudiziaria.
Contrasto alla criminalità organizzata. Sul fronte del contrasto alla criminalità economica e finanziaria, la Guardia di Finanza ha condotto numerose attività ispettive allo scopo di individuare le diverse forme di infiltrazione e gli interessi finanziari, economici e imprenditoriali della criminalità. Le attività investigative sono orientate verso contesti che, sulla base di una preventiva analisi delle fenomenologie illecite presenti nelle singole realtà territoriali, risultino connotati da concreti e immediati profili di rischio: si pensi ai negozi giuridici conclusi da soggetti apparentemente privi di adeguate capacità finanziarie; o ancora ai settori di particolare rilevanza strategica come, ad esempio, quello dei prodotti energetici, o ancora ai casi di reimpiego di proventi illeciti in quelli che vengono definiti “beni rifugio” (diamanti, metalli preziosi, valute pregiate, opere d’arte, reperti archeologici, ecc.).
I Reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Vibo Valentia nel 2018 e nei primi 5 mesi del 2019 hanno condotto attività nei settori del contrasto alla criminalità organizzata (accertamenti patrimoniali) e al riciclaggio, nonché in materia di reati societari e fallimentari e di sicurezza nella circolazione dell’euro e degli altri mezzi di pagamento.
In particolare, nel settore del contrasto alla criminalità organizzata si è proseguito nell’opera di rafforzamento dello sviluppo degli accertamenti patrimoniali in applicazione della normativa antimafia (anche nei confronti di soggetti connotati da “pericolosità economico-finanziaria”) e del monitoraggio delle diverse manifestazioni della criminalità nel territorio di riferimento (includendo la c.d. “area grigia”, rappresentata da soggetti che, pur non affiliati alle consorterie, si propongono quali facilitatori della penetrazione criminale nel tessuto socio/economico), anche attraverso una dinamica interlocuzione con il Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) di Catanzaro e con il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) di Roma.
Con riferimento ai risultati conseguiti in applicazione della normativa antimafia sono stati eseguiti 41 accertamenti patrimoniali nei confronti di 259 soggetti (215 persone fisiche e 44 persone giuridiche). Sono stati eseguiti sequestri per un valore di 3.373.158 euro e sono state avanzate ulteriori proposte di sequestro di beni all’Autorità Giudiziaria per un valore di 42.286.366 euro (beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie).
Al contempo, è avvertita l’esigenza di ricorrere in maniera sistematica e crescente alle alternative misure di prevenzione, individuate dal Codice Antimafia nell’amministrazione e nel controllo giudiziario di aziende infiltrate o condizionate dalla criminalità organizzata, tese al recupero delle condizioni di legalità ed al reinserimento nel mercato economico di queste realtà imprenditoriali. Infine, continua incessantemente la collaborazione istituzionale con le Autorità Prefettizie, quale fulcro del sistema di prevenzione antimafia in ambito provinciale.
Complessivamente, nel periodo in riferimento sono stati eseguiti 863 accertamenti a seguito di richieste di informazioni antimafia pervenute dalla Prefettura di Vibo Valentia. L’azione volta alla prevenzione e repressione del riciclaggio dei capitali illeciti per impedirne l’introduzione nel tessuto economico-finanziario sano del territorio, si è fondata e continuerà sempre più a basarsi in futuro, sul piano repressivo e preventivo.
Sul piano repressivo, sono state condotte 2 indagini di polizia di giudiziaria nei confronti di 78 soggetti denunciati a piede libero per il reato di riciclaggio/autoriciclaggio per un importo complessivo di 9.841.031, proponendo il sequestro di beni per un valore di 11.720.472 euro, al vaglio della competente Autorità Giudiziaria.
Sul piano preventivo, si pone l’obiettivo di verificare il corretto adempimento degli obblighi previsti dal D.Lgs. n. 231/2007 e di contrastare i fenomeni di riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti nel sistema finanziario ed economico, attraverso: l’esecuzione di ispezioni e controlli nei confronti di soggetti a più elevato rischio di essere utilizzati per attività illecite; l’approfondimento investigativo delle segnalazioni di operazioni sospette generate dai soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio.
Al riguardo, sono stati eseguiti: 1 ispezione nei confronti di un agente di attività finanziaria; 3 controlli nei confronti, rispettivamente, di un avvocato, un commercialista ed un professionista giuridico-contabile.
Inoltre, sono state oggetto di approfondimento investigativo 73 segnalazioni di operazioni sospette, pervenute dalla Banca d’Italia – Unità di Informazione Finanziaria, tramite il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma, che, in molti casi, hanno consentito di avviare indagini di polizia giudiziaria o attività di polizia economico-finanziaria.
Per il contrasto del riciclaggio di denaro la Guardia di Finanza si muove lungo tre importanti direttrici, tese a valorizzare rispettivamente le informazioni acquisite nell’ambito delle attività preventive, delle indagini di polizia giudiziaria e nel corso del controllo economico del territorio.
Sempre al fine di garantire la tutela della trasparenza e della legalità del sistema economico- imprenditoriale, ulteriore priorità del Corpo continuerà ad essere quella di reprimere, tra gli altri, i reati societari e fallimentari.
Nel settore dei reati societari sono stati eseguiti n. 5 interventi nei confronti di 21 soggetti denunciati a piede libero per i reati di false comunicazioni sociali ed altri. Sono stati eseguiti sequestri di beni per un valore complessivo di 677. 353. Nel settore dei reati fallimentari sono stati eseguiti n. 8 interventi nei confronti di 66 soggetti denunciati a piede libero per i reati di bancarotta fraudolenta ed altri.
E’ stata accertata la distrazione di beni per un valore di 26.110.641 euro, sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di 7.718.489 euro e proposto il sequestro di ulteriori beni per un valore di 28.534.369 euro.
La Guardia di Finanza ha intensificato anche l’azione di contrasto in materia di falsificazione monetaria, con l’obiettivo di ricostruire l’intera filiera del falso (attraverso l’individuazione dei centri di produzione e di distribuzione delle banconote/monete contraffatte) e di contrastare le insidiose condotte basate sull'alterazione dei mezzi di pagamento elettronici, come la clonazione di carte di credito e di debito, posti in essere anche attraverso l’utilizzo della rete internet, nell’ottica di salvaguardare l’integrità patrimoniale dei legittimi titolari e degli istituti emittenti.
In tale settore, nella provincia in riferimento, ove non si registra la presenza di centri di produzione e di distribuzione, sono stati eseguiti 67 interventi nei confronti di altrettanti soggetti verbalizzati, di cui 66 ignoti, che hanno presentato all’incasso banconote false e titoli, per un valore di circa 2.000 euro, sottoposte a sequestro.
In tema di abusivismo commerciale, sicurezza prodotti, contrasto alla contraffazione e al falso made in Italy e lotta all’illecito sfruttamento economico delle opere protette dal diritto d’autore, i Reparti operativi hanno eseguito 41 interventi, con la denuncia di 20 soggetti e la segnalazione ai Comuni di altri 10 soggetti (per abusivismo commerciale). Sequestrati circa 52.000 prodotti, di cui n. 48.000 in quanto non sicuri, 3.000 contraffatti, 450 per violazione al Made in Italy e 350 per violazioni al diritto d’autore. Inoltre, sequestrati circa 400 Kg. di prodotti agroalimentari per abusivismo commerciale.
