"Passo di Salto", Gratteri: "Abbiamo liberato Catanzaro da un cappa" (VIDEO)
I membri della presunta organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di droga volevano importare il cosiddetto "modello Scampia"
Avevano importato a Catanzaro il cosiddetto "modello Scampia" i membri della presunta organizzazione criminale smantellata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro con il blitz antidroga eseguito congiuntamente dai carabinieri e dalla polizia. Un particolare che emerge da un'intercettazione resa nota nel corso della conferenza stampa alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il procuratore capo dell'antimafia catanzarese Nicola Gratteri, il suo vice Vincenzo Luberto, il sostituto Vincenzo Capomolla, e i vertici delle forze dell'ordine: il comandante provinciale dell'Arma dei carabinieri, Marco Pezzi, il comandante del Reparto operativo dell'Arma dei carabinieri, Alceo Greco, il capo della Squadra Mobile, Nino De Santis, e il dirigente del commissariato di polizia di Catanzaro Lido, Giacomo Cimarrusti.
Indagine di Serie A. Illustrati i dettagli dell'operazione "Passo di Salto" che ha colpito una vera e propria holding capace di creare una sorta di monopolio nel traffico e nello spaccio di droga a Catanzaro e nel suo hinterland. Per Gratteri si tratta di un'inchiesta particolarmente significativa per svariati motivi. "E' un'indagine importante - dichiara - perché rende più libera la città di Catanzaro, togliendo una cappa che incombeva su famiglie e persone". Cinquantadue gli arresti ordinati dalla Dda. "Un'inchiesta - ha aggiunto Gratteri - che poteva essere conclusa prima se ci fossero stati uomini e mezzi adeguati, ma che abbiamo portato a termine adesso che abbiamo uomini e mezzi adeguati".
I collegamenti con la 'ndrangheta. Gratteri ha poi spiegato i collegamenti tra la consorteria disarticolata da questo blitz e i collegamenti con le famiglie di 'ndrangheta reggine, in particolare con i Pizzata attivi nella Locride e una delle 'ndrine dei Pelle di San Luca. Contatti anche con le famiglie di Isola Capo Rizzuto. "Particolarmente significativo - ha proseguito Gratteri - è il fatto che l'organizzazione catanzarese avesse rapporti stretti con i fornitori della fascia jonica reggina: vuol dire che il sodalizio era credibile e affidabile agli occhi di cosche che sono molto dure e diffidenti e che non accettano di sedersi a un tavolo con chiunque".
Il ruolo del pentito. Al centro dell'attenzione degli investigatori il ruolo di Santino Mirarchi, oggi collaboratore di giustizia dopo essere stato esponente di spicco di un'organizzazione che - è stato rimarcato in conferenza stampa - "da impresa criminale a conduzione familiare ha fatto una veloce ascesa grazie ai rapporti con cosche potentissime". Cosche che, ha sottolineato a sua volta il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Vincenzo Luberto, "hanno optato un certo disimpegno dal traffico di droga, ritenuto troppo rischioso e quindi lasciato in gestione alla consorteria catanzarese, anche se sempre mantenuto sotto il loro controllo". Luberto ha anche evidenziato la pericolosità di questa organizzazione, capace di spacciare anche nei pressi delle scuole.
48 arresti e 4 obblighi di dimora. In carcere sono finite venti persone mentre agli arresti domiciliari sono stati sottoposti 28 dei 52 indagati (quattro con obbligo di dimora nel Comune di residenza). Sono questi i provvedimenti emessi nell'ambito dell'operazione "Passo del Salto", portata a termine a Catanzaro da polizia e carabinieri contro lo spaccio di sostanze stupefacenti. In carcere sono finiti: Cosimino Abbruzzese; Luigi Attina'; Antonio Berlingieri; Ivana Berlingieri; Armando Bevilacqua; Ignazio Catalano; Enzo Costantino; Sebastiano Donnemma; Domenico Falcone; Mario Fera alias "Antonio"; Rosario Salvatore Fera; Alex Frongia; Leye Kane; Vincenzo Ierace; Franco Macario; Giuseppe Morabito; Sebastiano Pelle; Francesco Pizzata; Gianluca Russo; Davide Voci.
Gli arresti domiciliari sono stati disposti nei confronti di: Maurizio Abbruzzese; Stefania Berlingieri; Ernesto Bevacqua; Martino Bevacqua; Massimo Bevilacqua; Paolo Cara; Fabio Di Marini; Anthony Fiorentino; Manuel Gesualdo; Antonio Giorgianni; Alessandro Granato; Paolo Gravino; Antonio Gualtieri; Francesco Guido; Mario Leone; Carlo Litterio; Angelo Antonio Maletta; Nicola Manetta; Gerardo Masciari, alias Nino; Marco Mazzitelli; Francesco Alex Niciforo; Gigino Paone; Andrea Pizzari; Erminia Procopio; Lorenzo Procopio; Vincenzo Procopio; Stefano Teti; Pietro Antonio Vitaliano. La misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di residenza, con prescrizione di non allontanarsi, senza l'autorizzazione del giudice, dal territorio del comune di dimora abituale, con divieto di uscire dalla propria abitazione dalle 20 alle 6, riguarda, infine: Stefano Bevilacqua; Marco Passalacqua; Gabriele Ricciardi; Giovanni Veneziano.
https://youtu.be/LVmipmB_ZEA
