La lotta alla carenza di camici bianchi in Calabria passa dal ritorno in corsia dei medici già collocati in quiescenza. Nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 12 gennaio 2026, la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Campanella si è riunita per esaminare una proposta di legge d’urgenza finalizzata a garantire la stabilità dei servizi sanitari regionali.

Il progetto di legge, che vede come primo firmatario il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo e gode del sostegno compatto della maggioranza, punta a una soluzione pragmatica: consentire ai medici in pensione di proseguire l'attività lavorativa in via transitoria.

L'obiettivo primario è evitare la chiusura dei reparti o l'interruzione dei servizi essenziali, colpendo in particolare quelle strutture delle aree interne che soffrono maggiormente la cronica mancanza di organico. La legge regionale agirà come un "ponte" temporale, anticipando gli effetti dell'emendamento al decreto Milleproroghe attualmente in discussione in Parlamento, assicurando così che non vi siano vuoti assistenziali durante l'iter burocratico a Roma.

L'iniziativa non è isolata, ma frutto di un coordinamento stretto con i vertici della cittadella regionale e i rappresentanti calabresi a Roma.

Il testo nasce in accordo con il governatore e Commissario alla Sanità, Roberto Occhiuto. Fondamentale il dialogo con i parlamentari promotori dell'emendamento nazionale, tra cui l'onorevole Cannizzaro. «Siamo di fronte a un'emergenza che impone scelte rapide», ha dichiarato Cirillo al termine della riunione. «Vogliamo garantire la continuità assistenziale in tutti i presidi, tutelando il diritto alla salute dei calabresi».

Il dibattito entrerà nel vivo tra pochi giorni. La proposta di legge sarà infatti il piatto forte della seduta del Consiglio regionale convocata per venerdì 16 gennaio alle ore 12:00. Un’intera giornata dedicata esclusivamente al tema della sanità, durante la quale l'Aula sarà chiamata a dare il via libera definitivo a una misura considerata vitale per la sopravvivenza di molti ospedali della regione.