"Tesseramento farlocco", per il Tribunale di Vibo ricorso inammissibile contro Congresso PD
La giustizia mette la parola fine alla disputa interna: la corrente alecciana perde la battaglia legale e viene condannata alle spese
Finisce con una pesante sconfitta per i ricorrenti il tentativo di bloccare l'ultimo congresso provinciale del Partito Democratico di Vibo Valentia. Al centro della disputa, il consueto e spinoso presupposto del "tesseramento farlocco", contestato in particolare per il circolo dem di Serra San Bruno.
La denuncia iniziale era stata indirizzata alla commissione provinciale di garanzia del PD, la quale tuttavia non aveva ravvisato alcuna irregolarità. La questione è poi approdata al Tribunale di Vibo Valentia che, con l'ordinanza del 28 novembre (Giudice Ida Cuffaro), ha definitivamente dichiarato inammissibile il reclamo.
Il ricorso era stato presentato da Claudio Antonio Alessandro Brogna, esponente della corrente che era stata nettamente battuta nella successiva competizione congressuale.
Il Tribunale ha motivato l'inammissibilità del ricorso a causa di gravi carenze formali. Non soltanto il reclamo ometteva di esplicitare "l’indicazione del provvedimento cautelare richiesto", ma il ricorrente si era limitato a invocare l’“esibizione dei referti di pagamento” senza specificare “in cosa dovrebbero consistere i provvedimenti necessari alla rimozione di ogni pregiudizio”.
In sostanza, non è stata solo la partita congressuale ad essere persa, ma anche quella legale. Il Tribunale ha infatti condannato il ricorrente a versare ben 3.230,00 euro per compensi legali, oltre al rimborso delle spese generali, di IVA e CPA, a favore degli avvocati della parte opposta, Giuseppe Altieri (per la segreteria regionale del Pd) e Umberto Lo Bianco (per la segreteria provinciale).
La mossa della minoranza dem, che aveva tentato di far saltare l'esito del congresso provinciale dopo aver compreso la schiacciante superiorità numerica dell'ala opposta, si è dunque risolta in un doppio, e costoso, fallimento.
