Laurea “Honoris causa” in Economia al vibonese Pippo Callipo
Un titolo conseguito con merito. O meglio ancora, un riconoscimento che ha il valore della giusta ricompensa in virtù delle capacità umane e imprenditoriali dimostrate in un percorso professionale di oltre cinquant'anni, dei tanti sacrifici e dell'impegno profuso per lo sviluppo della sua Calabria, a cui continua, nonostante tutto, ad essere legato in maniera viscerale. Non lo hanno fermato neppure gli atti intimidatori ad opera della mafia. Gli investimenti culturali, economici e umani delle aziende guidate da Pippo Callipo continuano, infatti, a crescere giornalmente e camminano anche sulle gambe dei suoi collaboratori.
Oggi pomeriggio la cerimonia di conferimento della laurea magistrale ad Honorem in Economia e Management da parte del dipartimento di Scienze aziendali e giuridiche dell’UniCal. In maniera efficace e sintetica è stato il Pro Rettore prof. Francesco Scarcello a tracciare il profilo dell'imprenditore Pippo Callipo mettendo in evidenza tre qualità che lo identificano: il coraggio, sinonimo di libertà d'espressione; la sensibilità che ha sempre espresso attraverso l’impegno nel sociale e nello sport; la concretezza ovvero la capacità di analizzare pragmaticamente le situazioni per trovare soluzioni concrete. Nella laudatio tenuta dal professore Flavio Vincenzo Ponte il Cavaliere del lavoro, Pippo Callipo, è stato innanzitutto definito come un esempio di "homo faber" ossia “uomo artefice”. Ed ancora uomo mite riprendendo il concetto di mitezza espresso da Carlo Mazzantini. "La mitezza di Pippo Callipo consiste nel lasciare essere l’altro quello che è - ha affermato il docente - . Mitezza intesa come contrario di arroganza, nemica della sopraffazione. Infatti Pippo è un uomo che non ostenta nulla. A lui appartiene anche la virtù della solidarietà praticata come metodo nella gestione nella sua azienda".
Tanti gli spunti interessanti della lectio magistralis tenuta dal Presidente Pippo Callipo che ha ripercorso le tappe salienti dei 110 anni di storia della sua azienda. Passaggio cruciale e di grande impatto emotivo è stato il ricordo ai suoi "maestri di vita": il papà Giacinto e il nonno Filippo. Un docente severo ed esigente il primo, più buono e amicale il secondo. "Entrambi - ha detto con la voce rotta dalla commozione - mi hanno insegnato l'amore per le cose fatte bene".
