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La fine arriva lontano dalla Calabria, in una stanza d’ospedale di Pescara, dopo mesi segnati dalla malattia e da una lunga detenzione. È morto questa mattina Nazzareno Fiorillo, 60 anni, detto “il Tartaro”, ritenuto dagli inquirenti il capo del locale di ’ndrangheta di Piscopio, frazione di Vibo Valentia.

Fiorillo era detenuto dal 10 aprile 2019, giorno dell’operazione antimafia “Rimpiazzo”. In quel processo è stato condannato in via definitiva a 11 anni di reclusione come promotore della cosca di Piscopio. In un altro procedimento contro le cosche vibonesi, “Rinascita Scott”, aveva riportato anche una condanna in appello a cinque anni per traffico di stupefacenti.

Negli ultimi mesi le sue condizioni si erano aggravate a causa di una grave patologia oncologica. I difensori, gli avvocati Vincenzo Sorgiovanni, Giuseppe Gervasi e Giuseppe Cutrullà, avevano presentato più istanze al magistrato di sorveglianza chiedendo il differimento della pena o i domiciliari per motivi sanitari.

Solo all’inizio di febbraio 2026 era arrivata l’ammissione provvisoria alla detenzione domiciliare per le gravi condizioni di salute. I legali annunciano ora verifiche sulla documentazione sanitaria per chiarire le circostanze che hanno portato al decesso.