Negli ultimi anni, approfittando di diverse agevolazioni fiscali, è aumentato il numero di persone che hanno installato un cappotto termico per migliorare l’efficienza energetica del proprio edificio, riducendo la dispersione di calore e abbassando i consumi.

Affinché sia davvero efficace e duraturo, il cappotto termico deve essere posato a regola d’arte.

Un’installazione errata, infatti, può compromettere seriamente le prestazioni dell’intero sistema, causando eventuali problemi come ponti termici e infiltrazioni.

Ma quali sono gli aspetti da verificare per assicurarsi che il cappotto sia stato montato nel modo corretto? Scopriamoli insieme.

Superfici regolari e ben livellate


Uno dei primi elementi da controllare è l’aspetto generale del cappotto con la superficie che deve essere uniforme e ben livellata, senza irregolarità evidenti.

Un aspetto da non sottovalutare perché eventuali spazi vuoti tra il pannello isolante e la parete possono ridurre l’efficacia del sistema e compromettere la durata dell’isolamento, portando a un innalzamento dei consumi e delle bollette del gas.

Come puoi verificare:

  • passa la mano sulla superficie per riscontrare eventuali dislivelli;
  • osserva la parete in controluce per individuare difetti di planarità o usa i giusti strumenti per misurarla.

L’importanza dei tasselli di fissaggio


Un aspetto spesso sottovalutato, ma fondamentale per la stabilità del cappotto, è la qualità e il corretto utilizzo dei tasselli di fissaggio che devono garantire una perfetta aderenza tra il pannello isolante e il supporto murario.

I tasselli devono essere scelti in base al tipo di parete (cemento, laterizio, mattoni forati, ecc.), avere la giusta lunghezza e un ancoraggio stabile per non compromettere la tenuta del cappotto e ridurne l’efficacia isolante.

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Assenza di ponti termici


Un cappotto termico efficace deve eliminare i ponti termici, ovvero le zone in cui il calore si disperde a causa di un’interruzione dell’isolamento. Un fenomeno che si verifica spesso nei giunti tra i pannelli, negli angoli della struttura e intorno a finestre e porte.

La presenza di ponti termici, a lungo andare, può ridurre l’efficienza dell’isolamento e favorire la formazione di condensa e muffa all’interno dell’abitazione con conseguenti danni.

Segnali da non sottovalutare:

  • superfici interne fredde in corrispondenza di angoli o infissi;
  • formazione di umidità o muffa in alcune zone della parete.

In alcuni casi, l’uso di una termocamera potrebbe rivelarsi molto utile per individuare eventuali dispersioni termiche.

Resistenza agli agenti atmosferici


Il cappotto termico è esposto a continue sollecitazioni come pioggia, vento, sole e sbalzi di temperatura.

Se dopo poco tempo compaiono segni di deterioramento come crepe, scolorimenti o rigonfiamenti, è possibile che i materiali utilizzati non siano di buona qualità o che la posa non sia stata eseguita correttamente.

Come verificare la resistenza nel tempo:

  • dopo piogge abbondanti, controlla la presenza di macchie di umidità o distacchi;
  • osserva se la finitura esterna scolorisce rapidamente sotto l’azione del sole.

Un cappotto ben installato deve mantenere il suo aspetto e la sua funzionalità per molti anni senza necessità di interventi frequenti.

Conclusioni


Per essere sicuri che un cappotto termico sia stato installato nel modo corretto, soprattutto nel periodo del boom dovuto al Bonus Facciate, è fondamentale verificare diversi aspetti tra cui quelli elencati in questo articolo: planarità della superficie, qualità dei fissaggi e assenza di ponti termici.

Un’installazione eseguita con cura e con materiali adeguati garantisce un isolamento efficace e duraturo, ed evita problemi come dispersioni di calore, infiltrazioni e degrado precoce.