"Luce" su un articolato spaccio di cocaina, hashish e marijuana che aveva luogo nelle piu' note localita' turistiche dell'alto Tirreno Cosentino

Spaccio continuato di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione illegale di armi. Con queste accuse, contestate a vario titolo, i carabinieri hanno fermato 25 persone, che, secondo gli investigatori, farebbero parte di un'organizzazione ritenuta vicina alla cosca della 'ndrangheta dei Muto di Cetraro.

Le indagini, coordinate dalla procura di Paola, hanno fatto luce su un articolato spaccio di cocaina, hashish e marijuana che aveva luogo nelle piu' note localita' turistiche dell'alto Tirreno Cosentino, in particolare nei comuni di Scalea, Santa Maria del Cedro, Belvedere Marittimo, Diamante, Buonvicino e Sangineto. Sei le donne coinvolte, quasi tutte legate sentimentalmente ai presunti membri del gruppo criminale, che sarebbero riuscite a ricavarsi posizioni di rilievo. La maggior parte si occupavano - per gli investigatori - soprattutto del trasporto dello stupefacente, che occultavano nelle loro parti intime. Una di loro sarebbe riuscita ad ottenere un ruolo di primo piano gestendo personalmente la contabilita' dello stupefacente e i crediti vantati verso i pusher. Per chi non pagava erano guai: i carabinieri hanno documentato un episodio in cui la donna avrebbe chiaramente minacciato uno spacciatore moroso, successivamente pestato dal marito della presunta spacciatrice.

https://youtu.be/-YHO5ma8Bgs

Nell'operazione sono stati impegnati i militari del comando provinciale di Cosenza, con il supporto di velivoli dell'8^ nucleo elicotteri carabinieri ed unita' cinofile del gruppo operativo Calabria di Vibo Valentia. I dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terra' alle 10.30 presso il comando provinciale dei carabinieri di Cosenza.

https://www.youtube.com/watch?v=_e5St5X3O_s&feature=youtu.be