Al Tribunale di Vibo Valentia si celebra una nuova udienza del processo scaturito dall'operazione contro il clan Patania di Stefanaconi

E' il giorno di Loredana Patania al Tribunale di Vibo Valentia dove è in corso una nuova udienza del processo scaturito dall'operazione "Romanzo Criminale" che ha ricostruito l'assetto dell'articolazione mafiosa del clan  Patania.

La deposizione. Collegata in videoconferenza da una località protetta la collaboratrice di giustizia di Stefanaconi, Loredana Patania, sta rispondendo alle domande del pm. Nel corso della sua deposizione ha confermato di aver fornito un aiuto per uccidere Francesco Scrugli, vittima di un agguato teso in località Pennello a Vibo Marina nel marzo del 2012. La pentita ha quindi ricostruito diversi episodi che hanno avuto come teatro proprio la Valle del Mesima: dall'usura alle estorsioni fino alle bombe che hanno danneggiato diverse attività commerciali a Stefanaconi e, tra queste, anche la stazione di servizio dei Patania. All'origine di tutte queste intimidazioni - secondo quando riferito in aula da Loredana Patania - ci sarebbero contrasti con altri clan per la divisione delle mazzette.

Gli imputati. Ad essere accusati del reato di associazione mafiosa sono: Giuseppina Iacopetta, ritenuta al vertice della cosca dopo l’uccisione del marito, Fortunato Patania, freddato nel settembre 2011 durante la faida con i Piscopisani; i figli Salvatore, Saverio, Giuseppe, Nazzareno e Bruno Patania; Andrea Patania; Cosimo e Caterina Caglioti; Nicola Figliuzzi; Cristian Loielo; Alessandro Bartalotta; Francesco Lo Preiato; Ilya Krastev. L’ex maresciallo dei carabinieri, già alla guida della Stazione di Sant’Onofrio, Sebastiano Cannizzaro, è invece accusato di falso e concorso esterno in associazione mafiosa. Tale ultimo reato viene contestato anche a don Salvatore Santaguida, parroco di Stefanaconi.