'Ndrangheta ed estorsioni a Vibo, il processo si chiude con una condanna e nove assoluzioni (NOMI e DETTAGLI)
Si chiude con diverse assoluzioni il processo di primo grado scaturito dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, incentrata sul presunto controllo della criminalità organizzata nel settore della raccolta dei rifiuti nel comune di Vibo Valentia e sulle estorsioni ai danni delle ditte incaricate del servizio, in particolare ASED srl e DUSTY srl.
Il procedimento, celebrato con rito ordinario davanti al Tribunale di Vibo Valentia (presieduto da Barbara Borelli), ha portato a una sola condanna: quella di Michele Manco, 36 anni, di Vibo, condannato a 6 anni e 3 mesi di reclusione.
Tutti gli altri imputati sono stati assolti:
- Domenico Macrì, detto "Mommo" (classe 1984)
- Francesco Antonio Pardea (classe 1986)
- Salvatore Morelli (classe 1983)
- Domenico Camillò (classe 1994)
- Andrea Mantella (classe 1972)
- Salvatore Mantella (classe 1974)
- Vincenzo Mantella (classe 1986)
- Domenico Serra (classe 1992)
- Andrea Ruffa (classe 1994)
L’indagine era nata per fare luce su un presunto sistema di condizionamento mafioso ai danni delle imprese che gestivano il servizio di igiene urbana a Vibo Valentia. Secondo l’accusa, gli imputati sarebbero stati coinvolti in un disegno estorsivo orchestrato per imporre il controllo del territorio anche nel delicato comparto della raccolta dei rifiuti urbani.
Tuttavia, il giudizio di primo grado ha ribaltato l’impianto accusatorio per quasi tutti gli indagati, escludendo le responsabilità penali per i reati contestati, salvo che per Manco.
