La Prefettura di Vibo
La Prefettura di Vibo

 Resta alta la tensione sul futuro del porto di Vibo Marina e, in particolare, sulla convivenza tra le attività industriali e lo sviluppo turistico della zona. Al centro del dibattito, riaccesosi nel corso di una recente riunione in Prefettura per l'aggiornamento del Piano di emergenza esterno, vi è il "trasloco" dei depositi costieri di carburante della società Meridionale Petroli.

Il nodo sicurezza e le limitazioni al traffico

L'ipotesi emersa durante il tavolo tecnico con l'Autorità portuale, i Vigili del fuoco e l'Amministrazione comunale è drastica: per garantire elevati standard di sicurezza, potrebbe essere vietato l'accesso a una parte dell'area portuale. La modifica del piano potrebbe comportare la chiusura al traffico veicolare di una porzione del lungomare in determinati periodi dell'anno, una misura pensata per agevolare l'eventuale transito dei mezzi di soccorso.

La preoccupazione del sindaco Romeo

Il primo cittadino di Vibo Valentia, Enzo Romeo, ha espresso forte apprensione per le ricadute economiche di una simile decisione. Secondo il sindaco, un provvedimento così restrittivo sulla circolazione rischierebbe di provocare una "desertificazione" dell'area, mettendo a serio rischio la sopravvivenza delle attività turistiche, balneari e ricettive che insistono sul litorale. Romeo ha proposto, come alternativa, di predisporre vie di accesso interne allo stabilimento per i mezzi di emergenza, salvaguardando così la fruibilità del lungomare.

Una delocalizzazione che appare lontana

Nonostante la delibera del Consiglio comunale dello scorso marzo spinga per la delocalizzazione dei depositi, l'iter appare ancora lungo e complesso. La Meridionale Petroli ha infatti richiesto il rinnovo della concessione demaniale per altri 20 anni. Si attende ora la chiusura della Conferenza dei servizi, prevista per metà febbraio, per capire se prevarranno le esigenze di sicurezza industriale o le istanze di sviluppo turistico avanzate dal territorio.

Nel frattempo, tra gli imprenditori locali regna lo scetticismo: il timore è che, in assenza di strumenti urbanistici adeguati, la delocalizzazione resti solo un miraggio lontano.