Non si placano, in questi giorni, le polemiche dovute al repentino rientro nelle scuole primarie e medie a seguito dell’annullamento, da parte del Tar, dell’ordinanza regionale che aveva disposto la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado con il ripristino della Dad.
I genitori degli alunni di tutti gli istituti presenti nel Comune di Pizzo hanno deciso di attivarsi, decidendo di non mandare i propri figli a scuola proprio "al fine di tutelare la salute che in questo particolare contesto storico prevale sul diritto all’istruzione". Scopo principale è quello di sensibilizzare il Comune e la Dirigenza scolastica sulla campagna di screening che "già avrebbe dovuto attivarsi per garantire un rientro in sicurezza".

Nessuna programmazione dello screening di massa. "A causa della pandemia che ha investito l’intero territorio nazionale - si legge in una nota dei rappresentanti di classe delle scuole dell'infanzia, elementare e media di Pizzo - i Comuni hanno ricevuto dei Fondi Statali proprio al fine di destinarli alle scuole; tali fondi possono essere utilizzati anche per l’attività di screening da effettuarsi su alunni, personale docente e personale Ata. Dopo ben due mesi di chiusura delle scuole, nessuna autorità si è attivata in tal senso!".

Serve un "adeguato scaglionamento delle uscite". "Ma vi è di più - continua la nota - a Pizzo, tenendo conto della struttura dei plessi scolastici, non è stato disposto un adeguato scaglionamento delle uscite poiché uscite diversificate a distanza di soli 5 minuti causerebbero, in ogni caso, assembramento. Le uscite pur a scapito dell'orario scolastico da sacrificare vanno differite da minimo 20 minuti".

"Autorità diano risposte concrete". Tenendo conto del servizio sanitario locale, "ormai al collasso", visto l’aumento esponenziale dei contagi, i genitori napitini vivono ore di apprensione per i loro figli "non solo pregiudicati nel diritto all’istruzione, alla socializzazione con i propri compagni, al contatto umano con i propri insegnanti, ma 'vittime' di un sistema inadeguato e non in grado di tutelarli per come anche la Costituzione impone in un contemperamento tra diritto all’istruzione e diritto alla salute". "L’auspicio - concludono i genitori - è che le autorità preposte si attivino, al più presto, in maniera ferma ed incisiva, per dare risposte concrete".