Costringe la moglie a ingrassare: condannato a 5 anni
Il ventenne faceva di tutto per isolare la donna

Cinque anni di reclusione per maltrattamenti aggravati in ambito familiare. È questa la pena inflitta dal Tribunale di Udine a un ventenne di origine tunisina, riconosciuto colpevole di una lunga serie di condotte vessatorie nei confronti della moglie, una coetanea italiana residente nel Medio Friuli. Il pubblico ministero aveva chiesto sei anni di carcere, mentre l’imputato è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale perché il fatto non sussiste.
Secondo la ricostruzione della Procura, la coppia aveva iniziato la relazione nel 2022, per poi arrivare alla convivenza e al matrimonio, celebrato nel febbraio 2024. Già dalla prima notte di nozze, come riportano i media locali, l’uomo avrebbe colpito la moglie al volto e minacciata con un oggetto in vetro. Nei mesi successivi, anche durante un soggiorno in Germania, si sarebbero verificati ulteriori episodi di violenza fisica, strattonamenti, insulti e tentativi di impedire alla donna di chiedere aiuto, con minacce di morte e percosse ripetute.
Le indagini hanno evidenziato un quadro di controllo ossessivo e pervasivo: il ventenne obbligava la moglie a vestirsi con abiti larghi, controllava i suoi contatti, il cellulare e i social, e l’avrebbe costretta ad aumentare di peso «con l’obiettivo di renderla meno attraente ai suoi occhi».
Dopo la denuncia, l’uomo era stato arrestato e posto ai domiciliari con braccialetto elettronico. Successivamente, rimosso il dispositivo, si era rifugiato in Francia, dove avrebbe intrapreso una nuova relazione, prima di essere nuovamente fermato al rientro in Italia.
La sentenza chiude il processo con una condanna significativa, ribadendo la gravità dei maltrattamenti psicologici e fisici in ambito familiare.
