I dati pubblicati dall’Istat sugli Indicatori Demografici del 2023 forniscono nuovi ed interessanti elementi di valutazione sulla dinamica della popolazione italiana che, nel 2023, ha abbattuto la soglia psicologica dei 59 milioni di residenti. Infatti, l’Istat stima che all’1 gennaio 2024 la popolazione si attesta a 58.990.000 residenti, registrando una diminuzione di 7.000 persone rispetto all’anno precedente.

Nel 2023, l’Italia ha assistito a variazioni demografiche differenziate tra le sue regioni, riflettendo una complessa rete di fattori economici e sociali che alimenta tale differenziazione. Mentre alcune regioni, come la Lombardia (4.4 per mille) e l’Emilia-Romagna (4 per mille), hanno registrato una crescita della popolazione, tutte le regioni del Mezzogiorno d’Italia hanno sperimento una riduzione dei residenti, con tassi anche rilevanti: -2.1 per mille in Abruzzo, -3.5 per mille in Campania, -4-1 per mille in Sicilia, -4-2 per mille in Molise, -4.5 pe mille in Puglia, -4.6 per mille in Calabria, -5.3 per mille in Sardegna e -7.4 per mille in Basilicata (figura 1).

Il risultato negativo della Calabria – secondo l’analisi di opencalabria.com è stato influenzato da due fattori principali: il tasso migratorio totale (-0.1per mille) e il tasso di crescita naturale della popolazione. (-0.4,5per mille). In dettaglio, si ha che nonostante l’aumento delle iscrizioni nette dall’estero, con un tasso migratorio estero pari a +5.31 per mille, non è stato possibile ottenere un saldo migratorio totale positivo (risultando negativo a -0.1 per mille), a causa del persistente tasso migratorio interno. Quest’ultimo, relativo ai cambi di residenza dalla Calabria verso altre regioni e viceversa, si è attestato nel 2023 a -5.39 per mille. Parallelamente, si è verificato un tasso di crescita naturale negativo (-4.5 per mille), poiché il tasso di natalità (+7.2%) non è stato sufficiente a compensare il tasso di mortalità (-11.7 per mille).