Sistema Bibliotecario, Luciano: "Le ipocrisie del sindaco di Vibo"
"La vicenda del “Sistema Bibliotecario”, che in questi giorni è tornata di grande attualità per la sua rapida evoluzione, è emblematica dell’ipocrisia del sindaco di Vibo che, solo oggi esce allo scoperto e parla esplicitamente di “gestione poco oculata”, quasi a volere attribuire ad altri responsabilità che sono anche e soprattutto le sue". E' quanto scrive in una nota il consigliere comunale di minoranza Stefano Luciano.
L'esponente di Azione aggiunge: "Mi domando, dove fosse il Sindaco della città allorquando circa un anno e mezzo fa, il sottoscritto evidenziava alcune problematiche relative al sistema bibliotecario nell’indifferenza più assoluta dell’amministrazione comunale, intenta a delegittimare l’iniziativa politica rilegandola a mero scontro individuale tra me ed il dott. Floriani. Dove era il sindaco quando nonostante le mie reiterate richieste di affrontare la questione in consiglio comunale, permetteva al Presidente del Consiglio di evitarne la convocazione con pretesti ridicoli e lesivi delle prerogative dei consiglieri? Dove era il Sindaco quando le mie interrogazioni venivano rimandate e si faceva di tutto per non fare chiarezza sul punto?"
E soprattutto, "davvero il sindaco pensa di puntare il dito contro qualcuno tentando di sfuggire alle proprie responsabilità? Saprebbe dirci cosa ha fatto di concreto per evitare il declino del sistema bibliotecario oltre a volere evitare ogni discussione democratica sul punto. E’ vero, io ho posto alcuni problemi, ma non già per ingaggiare scontri personali, ma soltanto per fare chiarezza e porre delle questioni di fondo, perché è questo il compito di un consigliere di opposizione; ma se l’amministrazione avesse affrontato il tutto nei tempi e nei modi giusti, attraverso il dialogo ed il confronto si sarebbe certamente trovata una soluzione capace di coniugare l’esigenza di legittimità con l’esigenza di salvaguardare una realtà importante per il territorio. Ed invece il sindaco ha preferito nascondersi come al solito dietro un dito, salvo ora ergersi a garante delle regole esprimendo giudizi su chiunque tranne che sulla propria amministrazione, oramai alle porte del declino e senza futuro. La conseguenza di tale superficialità è che non solo il sistema bibliotecario con un debito di oltre 600 mila euro è a rischio chiusura ma vi è anche la probabilità che tale debito venga poi sopportato dai cittadini del comune capoluogo e degli altri comuni soci del sistema bibliotecario mediate il sistema dei tributi.
Nonostante ciò si continua ancora oggi "a perseverare negli errori, posto che le iniziative istituzionali e le tematiche proposte dai consiglieri non vengano portate in Consiglio da un Presidente poco attento. Da ultimo, in questo senso, vanno le lamentele dei cinque stelle a cui va il mio invito a continuare insieme in questa battaglia di civiltà finalizzata a rendere il consiglio comunale il luogo del confronto dove le iniziative dei consiglieri possano essere rispettate, evidenziando che quando si vuole evitare a tutti i costi di discutere alla luce del sole c’è sempre qualcosa che si vuole nascondere".
