Maltrattamenti ad anziani e disabili, la Cassazione annulla ordinanza per uno degli indagati
La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento del Riesame nei confronti di Luca Pilato, (avv. Vincenzo Cicino) sottoposto al divieto di dimora nel comune di Marcellinara, per il quale la procura di Catanzaro aveva chiesto anche gli arresti domiciliari, spiegando che i tre episodi contestati non fanno parte del contesto maturato nella Casa di Cura San Francesco. Per i giudici della Cassazione, "sono incerti ed inconcludenti gli argomenti impiegati dal tribunale di Catanzaro per sostenere la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza di Pilato, considerato che a fronte di tre specifici episodi di gratuita violenza posti in essere dall'operatore socio-sanitario ai danni di pazienti ricoverati nella struttura, i giudici hanno omesso di chiarire da quali dati informativi potesse essere desunto il carattere abituale di quelle iniziative". E ancora, secondo la Cassazione, "hanno inscritto le condotte dell'indagato in un contesto di continuità dei maltrattamenti posti in essere ai danni degli ospiti della struttura, riferendo di comportamento tenuti da altri operatori, senza precisare in quale maniera ed in quale forma tali ulteriori episodi avessero coinvolto Pilato".
L'inchiesta. Le indagini sono scaturite dalle denunce presentate da alcuni familiari di persone ricoverate presso la struttura circa presunti maltrattamenti subiti dagli anziani. Le complesse attività investigative, delegate ai finanzieri del nucleo p.e.f./gruppo tutela spesa pubblica di Catanzaro, sono state condotte anche con l'ausilio di intercettazioni ambientali audio-video e con l'esecuzione di perizie tecnico-specialistiche di professionisti del settore sanitario. Attraverso le intercettazioni audio/video è emerso che all'interno della residenza sanitaria alcuni ospiti erano stati sottoposti a gravi e ripetuti maltrattamenti fisici e psicologici: percosse, atti di violenza, derisioni, molestie gratuite e minacce. Sono state riscontrate condotte di maltrattamenti e vessazioni fisiche anche nei momenti di sonno degli anziani costretti a trascorrere intere giornate in un corridoio, adibito a sala comune al piano seminterrato della struttura, seduti sulle loro carrozzine, ovvero sulle sedie, ove si addormentavano anche in posizione innaturale, con il capo reclinato sulla spalla o sul tavolo, l'uno accanto all'altro, e dove erano, comunque, costretti a rimanere immobili per non disturbare l'operatore di turno preposto alla loro sorveglianza. Gli operatori responsabili della vicenda sono colpevoli di reato di maltrattamento, aggravato dell'aver agito approfittando delle circostanze tali da ostacolare la privata difesa ed abusando delle relazioni di ospitalità correlate alla natura della struttura ed all'affidamento ad essa degli anziani da parte dei familiari.
Indagati. Contemporaneamente, i finanzieri hanno notificato ulteriori undici avvisi di garanzia nei confronti di altrettante persone operanti nella struttura: si tratta del direttore sanitario, di quattro infermieri professionali, di un'educatrice e di altri cinque operatori socio-sanitari, indagati a vario titolo per maltrattamenti, sequestro di persona e lesioni colpose.
