Ballottaggi in Calabria, sfide decisive a Castrovillari e San Giovanni in Fiore: si riapre la corsa ai Comuni
Centrodestra avanti ma non decisivo al primo turno. Equilibri ancora aperti tra conferme, coalizioni compatte e possibili scenari di instabilità nei Consigli comunali
È il momento della verità per le amministrative in Calabria. Domenica 7 e lunedì 8 giugno si torna alle urne per i ballottaggi che riguardano due centri strategici del Cosentino: Castrovillari e San Giovanni in Fiore. Due sfide diverse ma entrambe destinate a incidere sugli equilibri politici locali e provinciali.
Castrovillari, sfida De Gaio–Bello per Palazzo di Città
A Castrovillari il secondo turno mette di fronte Anna De Gaio, candidata del centrodestra, ed Ernesto Bello, espressione dell’area progressista e sostenuto dal centrosinistra.
Al primo turno De Gaio ha chiuso in vantaggio con il 43,59% dei consensi, mentre Bello ha raggiunto il 27,70%, conquistando l’accesso al ballottaggio e raccogliendo l’eredità amministrativa del sindaco uscente.
La candidata del centrodestra guida una coalizione articolata in sei liste, che unisce partiti nazionali e realtà civiche del territorio. Sul fronte opposto, Bello è sostenuto da una compagine a trazione Partito Democratico e liste collegate, con un impianto politico che punta alla continuità dell’area progressista.
Fuori dalla sfida finale restano gli altri due candidati del primo turno, che avevano contribuito a frammentare il voto: una presenza civica ampia e una proposta di area più radicale che non hanno però superato lo sbarramento del ballottaggio.
La mancata intesa su apparentamenti tra i due poli principali congela di fatto gli equilibri emersi al primo turno, lasciando la competizione completamente aperta e affidata alla mobilitazione dell’elettorato residuo.
San Giovanni in Fiore, numeri pesanti e rischio “anatra zoppa”
Scenario ancora più complesso a San Giovanni in Fiore, dove il ballottaggio assume anche un valore di tenuta amministrativa.
Al primo turno Marco Ambrogio, candidato del centrodestra, ha sfiorato la vittoria diretta fermandosi al 45,24%. Alle sue spalle Antonio Barile, già due volte primo cittadino, ha raccolto il 26,22%, conquistando il diritto al secondo turno.
Più distanziati gli altri candidati, tra cui Luigi Candalise e Giuseppe Belcastro, che hanno contribuito a distribuire il consenso in modo frammentato tra area civica e sinistra diffusa.
Un elemento decisivo riguarda però il peso complessivo delle liste: la coalizione a sostegno di Ambrogio ha superato il 60% dei consensi complessivi, un dato che, in caso di vittoria, garantirebbe una maggioranza solida in Consiglio comunale.
In caso contrario, con un’eventuale vittoria di Barile, si aprirebbe invece lo scenario della cosiddetta “anatra zoppa”: un sindaco eletto senza maggioranza consiliare, chiamato a governare con un’assemblea potenzialmente frammentata e difficile da stabilizzare.
