Stanziate le risorse che permettono ai precari calabresi di tirare un sospiro di sollievo. Resta ancora aperta la questione sul bacino degli ammortizzatori sociali

Chiusa la partita dei lavoratori Lsu-lpu con l’inserimento all’interno della legge di stabilità del cosiddetto “decreto Giubileo” che ha portato in regione 50 milioni di euro destinati alla contrattualizzazione dei lavoratori socialmente utili, la Calabria non può ancora dirsi fuori dall’emergenza. A partire dal nuovo anno il governo regionale sarà chiamato a dare risposte ad un altro notevole bacino di persone espulse dal mondo del lavoro durante gli anni della crisi e fino ad oggi percettori di ammortizzatori sociali. Ma la volontà espressa dal governo centrale di rivedere il sistema delle tutele imporrà la predisposizione di una nuova strategia per non abbandonare nel limbo della povertà ex lavoratori che per questioni legate all’età difficilmente riusciranno a trovare una nuova occupazione.

Lsu/Lpu. È con il decreto Giubileo inserito all’interno del patto di stabilità che i lavoratori socialmente utili calabresi hanno ricevuto le risorse per poter procedere alla ricontrattualizzazione all’interno delle amministrazioni locali. 50 milioni stanziate da Roma a cui si sono aggiunte ulteriori 38 milioni inserite in bilancio a dicembre dalla giunta regionale per dare una boccata d’ossigeno all’intero comparto. La Regione ha di recente comunicato ai comuni di procedere con il rinnovo dei contratti ma verosimilmente il problema si ripresenterà nella stessa forma allo scadere di quest’anno quando il governo sarà nuovamente chiamato a mettere mano ai cordoni della borsa e stanziare nuove risorse.

Ammortizzatori sociali. Ma la vera partita del 2016 si giocherà sulla questione degli ammortizzatori sociali in deroga. Un esercito di circa 27mila persone che a breve non percepiranno più i sussidi per l’intervenuta modifica del sistema di tutele varata con il Job Act. Le organizzazioni sindacali hanno avuto sulla questione diversi incontri con la Regione per tentare di trovare un paracadute sociale per l’intero bacino. Il 23 è previsto un nuovo faccia a faccia e pare che l’intenzione sia quella di emanare nel più breve tempo possibile misure di sostegno al reddito. Si parla di reddito minimo di cittadinanza o del reis (reddito di inclusione sociale) che potrebbe a breve essere applicato anche in Calabria e sulla cui approvazione il governo regionale ha più volte dato rassicurazioni. Nel frattempo sembra essere attesa l’emanazione da parte dell’assessorato al Lavoro e Politiche sociali di alcuni bandi indirizzati al reinserimento lavorativo e allo svuotamento del bacino.