Nuova denuncia dell'associazione dei consumatori che chiede l'accesso agli atti per verificare quanto sta accadendo in un istituto scolastico della provincia di Catanzaro

"Lavori appaltati per circa un quarto di milione di euro. Somme necessarie per mettere, finalmente, in sicurezza la scuola primaria di Isca Marina. Opere che prevedevano, tra l’altro, la sostituzione della caldaia con l’istallazione di una pompa di calore. Eppure a distanza di tre lunghi anni di quella pompa di calore non c’è neppure l’ombra". E' quanto denuncia in una nota il Codacons che vuole vederci chiaro ed ha formalizzato una richiesta di accesso agli atti, sia per verificare l’esistenza dei requisiti di sicurezza dell’edificio scolastico alla luce delle somme già spese e per comprendere chi sia il responsabile del mancato rispetto di quanto espressamente previsto nel contratto di appalto.

La denuncia. "I lavori - scrive il vice presidente del Codacons l'avvocato Francesco Di Lieto - sono stati commissionati nel lontano 2015 e prevedevano, tra l’altro, che venisse sostituita la vecchia caldaia, non più funzionante, con una pompa di calore per poter utilizzare i pannelli fotovoltaici esistenti e, conseguentemente, risparmiare notevolmente sui costi per il riscaldamento. Eppure nulla. Le conseguenze: nonostante tutti i soldi già spesi, i bambini continuano a fare lezione con i giubbotti, la scuola è al freddo, perché l’impianto è sottodimensionato oltre ad essere vetusto".

Accesso agli atti. Il Codacons ha dunque chiesto copia di tutti i certificati di idoneità dell'edificio e di tutti gli interventi eseguiti per l'adeguamento degli impianti esistenti (elettrico, messa a terra, di riscaldamento, antincendio, idraulico, sanitario, fognario) fino alla documentazione afferente le attività di controllo, ed eventuale rimozione, dell’ amianto. "Non è accettabile - incalza il Codacons - che l’Amministrazione comunale tolleri supinamente  l’inadempimento delle imprese  mentre i bambini rimangono al gelo".

La beffa. E, oltre al danno, c’è anche la beffa: “Il Comune è costretto, infatti, a sopportare una spesa non indifferente per alimentare i pur esigui ed insufficienti condizionatori, nonostante l’edificio abbia la possibilità di essere autonomo attraverso i pannelli fotovoltaici. Una follia non pretendere che la ditta proceda all’installazione di quanto puntualmente commissionato. Laddove non otterremo risposte all’istanza di accesso - conclude Di Lieto - non esiteremo a denunciare la vicenda, oltre a richiedere il presidio della Magistratura contabile, stante il grave danno erariale.