L'INTERVENTO | Dissesto a Vibo, le perplessità della Commissione: "Uffici non collaborano"
di ANTONIO D'AGOSTINO E PIPPO ROMANO*
A distanza di due anni e più dal suo insediamento, la Commissione straordinaria per il dissesto (d’ora innanzi CSL ) ha ultimato la prima fase di determinazione della massa passiva e abbiamo già pubblicamente esternato le mostre perplessità sulla mancata collaborazione degli uffici comunali in ordine alla corretta quantificazione della situazione debitoria alla data del 31 dicembre 2012 ; (così abbiamo letto nelle delibere CSL 36/2014 e 125/2016 )- C’è dell’altro ? Ci sembra di si. Non siamo certo esperti di contabilità pubblica, ma dalla lettura della normativa sul dissesto ci sembra di aver capito che la CSL dovrà provvedere al soddisfacimento dei creditori del Comune soprattutto con risorse finanziarie a carico del bilancio comunale e solo in minima parte con fondi a carico dello Stato. Allo scopo di non appesantire oltre misura il bilancio comunale, la normativa del settore consente la vendita dei beni patrimoniali che non sono strettamente necessari allo svolgimento dei servizi di istituto, nonché la possibilità di finalizzare alla copertura finanziaria della situazione debitoria le cosiddette economie sui mutui. Cosa sono? Sono le rate del mutuo a carico del bilancio comunale che non devono essere più corrisposte all’Istituto mutuante perché il fabbisogno effettivo dell’investimento si è rivelato di importo inferiore a quello del mutuo assunto (per esempio, per il ribasso d’asta presentato dall’impresa o per economie sui lavori contabilizzati a misura e non a corpo ).
La lamentela. Nella delibera CSL del 10 agosto 2016 leggiamo che gli uffici non hanno dato riscontro alcuno alla richiesta dei commissari liquidatori (nota 3004/2014) circa la sussistenza o no di dette economie, che non si può certo escludere che sussistano. Noi siamo portati a credere che la mancata risposta sia dovuta all’indifferenza degli uffici . A ogni buon fine, rispondere è cortesia istituzionale. Cosa dire poi sulla vendita dei beni del patrimonio ? Alla CSL, che con nota 3004/2014 richiedeva l’elenco dei beni da alienare con indicazione per ciascun bene degli estremi catastali e del valore stimato di realizzo, l’Amministrazione comunale ha trasmesso solo in data 5 giugno 2016 un elenco di beni da alienare o valorizzare “ con l’obbiettivo sia di soddisfare esigenze di miglioramento della contabilità comunale,sia di finanziare spese di investimento”. L’importo stimato di realizzo è stato globalmente indicato in euro 8.000.600 circa.
Le carenze. In concreto, l’Amministrazione comunale non ha dato l’esplicito assenso alla vendita e non ha neppure proceduto alla dettagliata individuazione catastale dei beni e alla previsione di realizzo degli stessi singolarmente considerati. Non ci stupisce quindi che i commissari liquidatori abbiano preso atto che la richiesta non era stata evasa e che abbiano ritenuto le finalità addotte dall’Amministrazione comunale del tutto irrilevanti ai fini del dissesto. Viene così meno una ulteriore fonte di finanziamento, unitamente a quella delle economie dei mutui.
Punti oscuri. Dulcis in fundo il mistero sul fondo cassa al 31/12/2012, che avrebbe dovuto essere trasferito ai commissari liquidatori, a fronte della situazione debitoria del Comune.
Il conto consuntivo 2012 si è chiuso con un fondo cassa di euro 753.407,40, ma il Comune, in conto 2012 e retro, ha rimesso solo l’importo riscosso per crediti del Comune (c.d. residui attivi ) e cioè euro 600.000 circa. Come si vede il conto non torna.
Si è rimediato successivamente ? No, perché a tutt’oggi il Comune non ha neppure chiarito se detto fondo cassa (al 31 dicembre 2012) sia costituito da risorse finanziarie “ proprie “ o discenda invece dalla non legittima gestione dei fondi vincolati. La conseguenza ? Anche questa entrata a copertura della situazione debitoria è venuta meno. Trattasi in verità di importo non rilevante, ma il comportamento amministrativo degli uffici è ulteriore indice della loro indifferenza alle sorti del dissesto.
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