Memoria e coraggio: Spadola ricorda le vittime della "Notte del Fango" del 1935
La comunità di Spadola si è riunita oggi, venerdì 21 novembre 2025, per una toccante cerimonia di commemorazione nel 90° anniversario della terribile alluvione che sconvolse il paese il 21 novembre 1935. Un giorno ribattezzato come una delle pagine più dolorose della storia locale.
L’iniziativa, organizzata dall’Amministrazione Comunale, ha avuto il suo momento più significativo con lo svelamento di una targa commemorativa. Questa non è solo un omaggio alle vittime, ma un monito tangibile: il segno inciso sulla parete mostra il livello record raggiunto dall’acqua in quella tragica notte, oltre due metri, affinché la forza devastante di quel nubifragio non cada nell’oblio.
Il Ricordo e l'Eroismo
Durante l’evento, hanno preso la parola il Sindaco Antonio Maria Rosso, il Vicesindaco Vitantonio Tassone, il parroco don Bruno Larizza e il Prof. Bruno Bertucci, pronipote di una delle vittime. Tutti hanno rievocato con profonda commozione le drammatiche vicende umane che travolsero la piccola comunità.
L'alluvione del '35 non risparmiò l'intero territorio circostante, distruggendo ponti sul corso dell’Ancinale e causando frane che isolarono Mongiana, Serra San Bruno, Brognaturo, Simbario e Cardinale. Ma a Spadola, il tributo fu in vite umane.
Il libro dei morti della Chiesa Matrice, compilato da Don Francesco Ceravolo, ricorda chi perse la vita:
- Giuseppe Valente, 79 anni, travolto dalle acque mentre, in un gesto di eroico sacrificio, sosteneva sulla finestrella della propria abitazione la figlia incinta e i suoi tre nipotini, riuscendo a salvarli.
- I piccoli Maria Teresa Coda, di 5 anni, e Cosmo Bruno Coda, di soli 11 mesi, sorpresi nel sonno.
La Storia che Smentisce la Leggenda
La cerimonia ha anche fatto chiarezza su un dettaglio storico: fu confermato che anche il ponte che collegava Spadola a Brognaturo fu distrutto dalla piena, smentendo così la credenza popolare che si trattasse di una struttura in legno; i dati storici ne confermano la costruzione in cemento.
L’Amministrazione ha espresso la propria gratitudine ai numerosi cittadini intervenuti, sottolineando che "Ricordare significa rendere omaggio a chi non c’è più e rafforzare il legame con la nostra storia, affinché tragedie simili non vengano mai dimenticate." L'importanza della memoria collettiva è stata indicata come il fondamento dell'identità e il monito più forte per le generazioni future.
