’Ndrangheta hi-tech: la cosca vibonese usava chat criptate e puntava al Nord (NOMI)
La violenza del clan si manifestava anche in episodi efferati, come l’assalto a una macchina e il tentato omicidio di cani randagi

Un’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha portato alla luce l’evoluzione della cosca di 'ndrangheta Emanuele-Ida, attiva nel narcotraffico e nella violenza gratuita. Secondo gli investigatori, il business della droga si sviluppava verso il Nord Italia, con collegamenti in Emilia, Piemonte e Lombardia. In particolare, in Lombardia sono emersi contatti con Marco Ferdico, già coinvolto nell’indagine “Doppia Curva” e ex capo ultrà dell’Inter, citato anche nelle indagini sull’omicidio Boiocchi.
L’inchiesta ha inoltre documentato rapporti con esponenti di Cosa Nostra per l’assistenza a un latitante siciliano. Nonostante sia un’organizzazione a carattere rurale, il clan Emanuele-Ida utilizzava piattaforme di messaggistica avanzate per gestire il traffico di stupefacenti, dimostrando come la criminalità organizzata sappia adattarsi alle innovazioni tecnologiche.
“Il blitz odierno è il frutto di un’indagine strategica – il procuratore capo della Distrettuale antimafia di Catanzaro, Salvatore Curcio–. La cosca si è evoluta in un’organizzazione imprenditoriale, ma mantiene il Dna della violenza, anche banale. La base familiare resta il pilastro, capace di rigenerarsi e stringere alleanze”.
Gli investigatori hanno sottolineato che la violenza del clan non si limitava ai contrasti tra clan rivali, ma si manifestava anche in episodi efferati, come l’assalto a una macchina e il tentato omicidio di cani randagi sotto l’abitazione di uno degli indagati.
