Don Agostino Celi se ne è andato in silenzio, accompagnato dal suo immenso e sincero sorriso che veniva direttamente dall’anima

Il ricordo di Vincenzo Varone

Don Agostino Celi se ne è andato in silenzio, accompagnato dal suo immenso e sincero sorriso che veniva direttamente dall’anima. Aveva 81 anni. Spesi tutti al servizio della Parola di Dio che illumina e indica a chi vuol capire. La sua morte è avvenuta in una struttura specializzata a Catania, dove era da tempo ricoverato a causa di una grave malattia che aveva indebolito il suo corpo ma non la sua mente indomita di uomo di fede, aperto alla speranza della luce, che è rimasta lucida fino alla fine. Don Agostino è stato per un quarto di secolo a partire dagli Sessanta e fino al 1990 il parroco della chiesa cattedrale. A chiedergli di ricoprire quell’incarico fu il silenzioso e riflessivo vescovo monsignor Vincenzo De Chiara.

Don Celi accettò quella sfida, al posto del battagliero e mai dimenticato prete della carità don Francesco Pititto di cui era stato vice parroco, con entusiasmo, piantando sin dai primi giorni del suo insediamento, i semi del vangelo, dell’accoglienza e della tolleranza. Un prete amatissimo dai miletesi e soprattutto dai giovani di quegli anni inquieti e “rivoluzionari” ai quelli seppe trasmettere la forza che viene dalla fede e il grande valore dell’umiltà. Uomo colto, autore della pubblicazione “Cari ragazzi”, data alle stampe in occasione del suo cinquantesimo anniversario di sacerdozio, don Celi fu anche parroco di Jonadi, dove in continuità con l’impegno pastorale prodotto nella parrocchia della Cattedrale seppe farsi apprezzare da tutti per la sua profonda preparazione teologica e per la sua umiltà. Don Agostino era originario di San Ferdinando dove nel 1960 avvenne la sua ordinazione sacerdotale. Poi il trasferimento a Mileto e il suo amore a prima vista con l’ex capitale normanna. Un sentimento forte che, nonostante la lontananza degli ultimi anni, non è mai venuto meno.