Resta altissima l'attenzione delle istituzioni e delle forze dell'ordine sul territorio vibonese, dove l'Autorità Giudiziaria ha inferto un nuovo colpo strategico ai vertici della criminalità organizzata locale. Il Tribunale di Vibo Valentia ha infatti disposto il ripristino della misura della sorveglianza speciale nei confronti di due elementi di spicco della locale consorteria, Francesco Antonio Pardea a Mommo Macrì, entrambi già coinvolti nel maxiprocesso “Rinascita Scott” e tornati in libertà in attesa che le rispettive condanne diventino definitive. Il provvedimento è scattato su proposta della Divisione Anticrimine della Questura, con l'obiettivo di arginare immediatamente la capacità di azione dei due soggetti.

La decisione dei giudici si fonda su una valutazione accurata della loro pericolosità sociale, definita persistente e attuale sulla base del monitoraggio costante e coordinato svolto sul territorio dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri. Dopo essere stati individuati dalle Volanti, i due uomini sono stati raggiunti dal personale della Squadra Mobile e dell’Anticrimine per la notifica formale del decreto. Trattandosi di soggetti indiziati di reati associativi di stampo mafioso, ai sensi dell’articolo 416 bis del codice penale, la misura applicata prevede la sorveglianza speciale con il vincolo stringente dell’obbligo di soggiorno nel comune di Vibo Valentia.

Il provvedimento impone una serie di severe restrizioni volte a limitare drasticamente la libertà di movimento e la rete di relazioni dei due sorvegliati, istituendo un controllo serrato sulla loro quotidianità. Tra i divieti principali figura l’obbligo di rincasare la sera e il divieto assoluto di abbandonare il proprio domicilio prima delle sette del mattino, a cui si aggiunge l'obbligo di firma periodica presso gli uffici di Pubblica Sicurezza. Ai due esponenti della criminalità è inoltre vietato frequentare soggetti pregiudicati o con precedenti di polizia, così come è precluso loro l’accesso a determinati esercizi pubblici e la partecipazione a manifestazioni o riunioni collettive. Infine, i sorvegliati dovranno portare sempre con sé la carta di permanenza da esibire immediatamente in caso di controllo da parte di ufficiali o agenti.

Questa decisa risposta da parte dello Stato rappresenta un tassello fondamentale per garantire la sicurezza collettiva e l’ordine pubblico, neutralizzando sul nascere possibili tentativi di riorganizzazione delle dinamiche criminali sul territorio vibonese.