Medico scomparso in Calabria, il figlio: “Servono indagini vere”
Continua senza sosta il mistero attorno alla scomparsa del dottor Antonio Blaganò, medico di continuità assistenziale, svanito nel nulla all’alba del 24 luglio a Nocera Torinese. Il figlio Francesco, attraverso un nuovo video appello, ha espresso profonda preoccupazione per l’andamento delle ricerche e la mancanza di un’indagine formale.
«Ringrazio di cuore tutte le persone che stanno cercando mio padre e condividendo i miei appelli», ha detto Francesco, sottolineando il grande lavoro svolto da volontari, vigili del fuoco e forze dell’ordine. Ma il nodo resta quello investigativo: «Le indagini non sono ancora iniziate. Il cellulare di mio padre non è stato analizzato, perché non c’è ancora un’iscrizione di notizia di reato».
Il giovane denuncia una narrazione fuorviante: «Lo si sta cercando come un escursionista disorientato. Ma mio padre non era fuori di testa. Aveva l’abitudine di non allacciarsi le scarpe, non è questo un motivo per escludere altre piste. Se qualcuno lo ha chiamato? Se è stato portato via?».
Le autorità hanno ispezionato anche un burrone segnalato dai cani molecolari, ma senza esito. «Non basta trovarlo, bisogna trovarlo subito, se vogliamo trovarlo in vita», ha aggiunto Francesco, chiedendo alle istituzioni di accelerare gli accertamenti tecnici, come l’analisi del cellulare e dei tabulati telefonici.
Il timore è che le ricerche possano essere ridotte, mentre il figlio insiste: «Mio padre potrebbe finire come uno dei tanti dispersi dimenticati. Aiutatemi a evitare che accada».
L’appello è stato rilanciato anche da trasmissioni nazionali come Estate in Diretta e il TG1. Per chiunque abbia informazioni utili, è possibile contattare il 112 o rivolgersi alle forze dell’ordine
