Sette persone sono finite agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento personale nell’ambito dell’indagine che ha portato alla cattura del latitante Luca Occhiuzzi, alias “Bistecca”. L’ordinanza cautelare è stata eseguita dai Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, con il supporto delle Squadre di Intervento Operativo del 12° Reggimento e del 14° Battaglione, dell’8° Nucleo Elicotteri e del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura distrettuale antimafia, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Dda e condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Cosenza, finalizzata alla localizzazione e all’arresto del latitante.

Gli arresti domiciliari sono stati disposti nei confronti di Vincenzo Bevacqua, Agostino Iacovo, Alessandra Iorio, Giulia Marino, Francesco Occhiuzzi, Marco Piazza e Catia Tusa, ritenuti – allo stato delle indagini – parte di una rete di fiancheggiatori che avrebbe garantito a Occhiuzzi sostegno logistico e materiale durante la latitanza.

Occhiuzzi si era reso irreperibile dal 15 settembre 2022, sottraendosi all’esecuzione di una misura cautelare in carcere emessa per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso. L’accusa fa riferimento a un episodio risalente al giugno 2021, avvenuto a Belvedere Marittimo, quando un addetto alla sicurezza di un locale notturno sarebbe stato vittima di un’aggressione dopo essersi opposto a una presunta condotta estorsiva, legata al consumo di bevande senza pagamento.

Le indagini, sviluppate attraverso attività tecniche e tradizionali, hanno portato al rintraccio e all’arresto del latitante il 15 febbraio 2025 a Cetraro. Contestualmente, gli investigatori hanno ricostruito il ruolo dei presunti favoreggiatori, tra cui due donne sentimentalmente legate a Occhiuzzi, che avrebbero messo a disposizione immobili utilizzati come rifugi, fornito assistenza economica e alimentare e veicolato comunicazioni verso l’esterno.

Al termine delle formalità di rito, i sette indagati sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari e messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria procedente. La posizione degli indagati resta ora al vaglio del giudice nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.