Nell'ennesima estate di emergenza, sul fronte dei rifiuti, è lo Slai Cobas ad alzare nuovamente la voce. E a puntare l'indice contro impresa e politica per la difficile situazione venutasi a creare nel tempo. Il principale sindacato dei lavoratori, sollevando le consuete questioni aperte, torna ad infierire "sul grave disservizio" che potrebbe restare non senza conseguenze. Una su tutte, "l'inquinamento delle campagne più vicine alla città, ove gli animali portano i sacchetti della spazzatura raccattati per strada lasciati da quegli utenti – e sono tanti - che ancora non si rassegnano all'avvento della differenziata".

Nel frattempo, ai cittadini vengono richiesti gli stessi sforzi di un tempo. "E pur pagando tariffe Tari al massimo – sostiene il coordinatore provinciale dello Slai Cobas Nazzareno Piperno – si vedono ricambiati con un servizio largamente insufficiente". Non usa mezze misure il sindacato che parla di "lacune organizzative e gestionali" da parte della Dusty "i cui limiti sono esplosi tragicamente in questa estate". La causa prima di tutti i mali sta, per Piperno "nell'insufficienza dell'organico di un'azienda che non ha mai inteso completarlo con le assunzioni previste dal bando. Organico che tra l'altro annovera ancora numerosi lavoratori assunti a tempo parziale a sole 4 ore giornaliere". D'altronde, "minor tempo lavorato e meno assunti si traducono in un servizio inefficiente, in un comparto in cui la manodopera svolge ancora una funzione essenziale". Un fattore a cui sono correlate - per lo Slai Cobas – le assenze per malattia e infortuni dovute "allo sfruttamento della forza lavoro al limite dell'umana resistenza". Malattie cui "l'azienda non ha mai inteso porre rimedio" tramite le sostituzioni con altri lavoratori a tempo determinato". Peraltro, l'aumento del conferimento dei rifiuti in discarica, "sta a significare – secondo il sindacato – una significativa diminuzione delle percentuali di raccolta differenziata". Ed in questo senso, "il silenzio dell'azienda è ancor più rumoroso se lo si paragona ai proclami di qualche mese fa".

Lo Slai Cobas ne ha anche per il Comune che "non fa sentire in alcun modo la propria voce, rimanendo in silenzio e in qualche modo connivente con le nefandezze aziendali" e trovando però il tempo e la maniera "di distribuire ricchi premi di produttività ai propri funzionari con soldi che sarebbero certo stati più utili ove utilizzati per rimpinguare la forza lavoro". Anche dal sindaco "era lecito aspettarsi qualcosa in più". Ma forse "gli anni che passano -conclude Piperno - lasciano un segno anche chi come il primo cittadino aveva dato in passato ben altra prova di sè e ben altra dimostrazione delle proprie capacità".