Giornata complicata per l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, messo in ginocchio da un vasto incendio divampato nella zona di Caraffa, nel catanzarese. Le fiamme, accompagnate da una densa coltre di fumo, hanno compromesso la visibilità nell’area circostante, costringendo le autorità a modificare la gestione dei voli e causando disagi a catena.

Tre aerei in arrivo da Milano Malpensa, Genova e Bruxelles non hanno potuto atterrare come previsto e sono stati indirizzati all’aeroporto di Brindisi. Una volta giunti lì, i passeggeri si sono ritrovati senza indicazioni chiare, rifiutando in molti casi il trasferimento via terra fino in Calabria, a causa delle scarse informazioni fornite sul trasporto sostitutivo.

Due altri velivoli – provenienti da Roma e da Milano – sono rimasti in volo sopra la zona, in attesa di un miglioramento delle condizioni per l’atterraggio. Nel frattempo, tre Canadair sono stati impiegati per contenere l’incendio, ma il fumo persistente ha ostacolato le manovre di spegnimento e la sicurezza delle operazioni aeroportuali.

Sul fronte della comunicazione, la situazione è apparsa caotica: un solo operatore tentava di fornire aggiornamenti a centinaia di passeggeri, molti dei quali frustrati per l’assenza di notizie concrete. Ancora una volta, si è fatto notare il mancato utilizzo dei droni antincendio promessi dalla Regione Calabria, mai realmente impiegati nonostante gli annunci ufficiali.

Solo in serata, un volo partito da Brindisi è riuscito a riportare parte dei viaggiatori a Lamezia.