Una pioggia di condanne, per un totale di oltre tre secoli e mezzo di reclusione. È questa la richiesta formulata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, guidata dal Procuratore Capo Giuseppe Borrelli, nel quadro del procedimento "Arangea bis". Al centro della requisitoria del pubblico ministero Nicola De Caria, spicca la posizione di Luca Lucci, ex capo storico della tifoseria organizzata del Milan, per il quale sono stati chiesti 10 anni di carcere.

L’inchiesta delinea un sistema complesso dedito al narcotraffico internazionale. Secondo l’accusa, il gruppo criminale operava con contatti consolidati nei circuiti sudamericani, garantendo l'arrivo costante di carichi di stupefacenti presso lo scalo portuale di Gioia Tauro. Da lì, la droga veniva smistata verso le piazze di spaccio gestite dai diversi gruppi criminali coinvolti.

L’indagine non si limita alla cronaca dei traffici, ma scava nei rapporti personali che cementavano le alleanze. Un dettaglio emblematico sottolineato dagli inquirenti riguarda proprio Lucci: l’ex leader ultras avrebbe scelto Rosario Calabria (per il quale sono stati chiesti 18 anni) come padrino di Cresima del proprio figlio. Rosario Calabria è cugino di Antonio Rosario Trimboli, figura di spicco della Locride per cui la Procura ha invocato la condanna a 20 anni.

Il PM De Caria ha colpito duramente il presunto organigramma delle famiglie della Locride e dei clan di Reggio Calabria sud. Tra le richieste di condanna più pesanti figurano:

  • Francesco Barbaro: 20 anni di reclusione.
  • Antonio Rosario Trimboli: 20 anni di reclusione.
  • Rosario Calabria: 18 anni di reclusione.

Nel registro degli imputati (23 in totale tra gli arrestati di luglio 2025) compaiono anche nomi come Elvio Giuseppe Brivio, Samuel Cimarrusti, Santo Crea e Santo Flaviano.

L’operazione "Arangea bis" era scattata il 14 luglio 2025, in contemporanea con il blitz "Oikos", assestando un colpo durissimo alle connessioni tra la criminalità organizzata calabrese e le proiezioni operative nel Nord Italia. Il processo punta ora a confermare l'esistenza di questo "gruppo operativo ben rodato" capace di muovere tonnellate di stupefacenti e miliardi di euro sotto l'egida della 'ndrangheta.